Dopo le difficoltà delle ultime stagioni, tra le conseguenze delle condizioni meteorologiche avverse e i danni provocati dalla mosca dell’olivo, sulle colline di Nizza torna l’ottimismo.
La campagna olivicola 2026 si annuncia particolarmente promettente, almeno per quantità e qualità dei frutti.
Gli alberi sono carichi di olive e i produttori si preparano a entrare nel vivo della raccolta, in attesa delle indicazioni necessarie per garantire il rispetto del disciplinare delle denominazioni di origine.
A raccontare le aspettative di questa stagione è anche l’oliveto dell’Osservatorio della Costa Azzurra, sul Mont-Gros, a 375 metri di altitudine. Qui, all’interno di un’area verde di 35 ettari affacciata sulla città e sul Mediterraneo, Vincent Dauby coltiva circa 200 ulivi distribuiti su due ettari.
Ha preso in gestione il terreno la scorsa primavera e si appresta ad affrontare la sua prima raccolta in questa proprietà.
La varietà coltivata è il Cailletier, conosciuto localmente anche come cailletier e simbolo dell’olivicoltura nizzarda.
In questi giorni le olive stanno cambiando colore: dal verde passano gradualmente a tonalità violacee, fino al nero. È la fase di maturazione che precede la raccolta, ma il momento giusto dipende anche dalla destinazione del prodotto.
«Quando le portiamo al frantoio, le olive sono per metà in fase di invaiatura», spiega Dauby, presidente del Syndicat interprofessionnel de l’olive de Nice, intervistato da ICI Côte d’Azur.
Un patrimonio che coinvolge 99 comuni
Dietro le prospettive della nuova campagna c’è una filiera legata a un territorio preciso. L’area di produzione delle denominazioni di origine protetta Olive de Nice e Huile d’olive de Nice comprende 99 comuni delle Alpi Marittime e coinvolge produttori, frantoiani e trasformatori.
Il riconoscimento europeo tutela una produzione strettamente legata alla varietà Cailletier e a tecniche tradizionali. L’olio extravergine di Nizza, in particolare, si distingue per il profilo delicato e per le note aromatiche che richiamano soprattutto la mandorla.
Per l’olio certificato, la raccolta deve rispettare precisi criteri di maturazione: le olive non possono essere portate al frantoio in qualsiasi momento. Le indicazioni dell’INAO, l’Istituto nazionale francese dell’origine e della qualità, sono quindi determinanti per assicurare la conformità alle regole dell’appellazione.
Le aspettative restano alte. Se le condizioni continueranno a essere favorevoli, la campagna potrebbe restituire fiducia a un settore che deve fare i conti con le insidie del clima e con i parassiti.
Per ora, sulle colline nizzarde, il segnale più incoraggiante arriva dagli alberi: i frutti ci sono e la stagione lascia intravedere una ripartenza.