Business - 23 ottobre 2026, 07:00

Una visione creativa che attraversa le epoche: la storia di Sportmax

Sportmax ha costruito il proprio percorso dentro questa pluralità, senza affidarsi a un’estetica immobile e mantenendo al centro ricerca, progettualità e attenzione alla femminilità.

Attraversare più di cinquant’anni di moda significa confrontarsi con cambiamenti profondi nel gusto, nei riferimenti culturali e nel modo stesso di pensare il guardaroba. Sportmax ha costruito il proprio percorso dentro questa pluralità, senza affidarsi a un’estetica immobile e mantenendo al centro ricerca, progettualità e attenzione alla femminilità.

Le fondamenta vengono poste nel 1969, quando Achille Maramotti sviluppa Sportmax a partire dalla precedente collezione POP, dedicata alle giovani donne. Il progetto nasce sui principi della sartorialità, della sperimentazione dei materiali e del guardaroba coordinato, con influenze che guardano allo sportswear americano e alla Swinging London.

Fin dagli inizi, quindi, competenza sartoriale e apertura verso riferimenti differenti convivono nello stesso spazio creativo. Nel 1976 il brand debutta in passerella all’Hotel Principe di Savoia di Milano, mentre il confronto con figure come Nanni Strada e Jean-Charles de Castelbajac contribuisce in quegli anni ad arricchirne l’estetica.

I decenni successivi mostrano quanto ampio possa diventare il terreno della ricerca. Gli anni Ottanta portano in primo piano silhouette, volumi, nuove tecniche e materiali, in una moda dinamica e sicura di sé.

Negli anni Novanta lo scenario si fa ancora più articolato: neo-romantico, sportswear, minimalismo e grunge convivono e offrono prospettive molto diverse, mentre anche l’immagine del marchio si sviluppa attraverso collaborazioni con fotografi come Albert Watson e Marc Hom.

Con il nuovo millennio cambia nuovamente la scala del progetto. Innovazione tecnica, inventiva e sperimentazione sulla materia contribuiscono ad ampliare il savoir-faire di Sportmax, mentre la rappresentazione della femminilità continua a occupare una posizione centrale. Negli anni successivi si consolida così una visione rivolta a una donna sofisticata e self-confident, capace di rapportarsi alla moda con sicurezza e autonomia.

Anche la varietà dei prodotti racconta questa ampiezza. Gli abiti donna in lana rappresentano una delle interpretazioni della categoria, accanto a proposte in seta, jersey, maglia e denim. Chemisier, tubini, modelli a sirena, design asimmetrici e jumpsuit convivono con blazer, giacche, cappotti e maglieria, mentre scarpe, borse e gioielli completano le diverse possibilità del guardaroba.

In fondo, oltre cinquant’anni di esperienza rappresentano per Sportmax un patrimonio progettuale che continua a trovare nuove espressioni. Sartorialità, attenzione alla materia e riflessione sulla femminilità restano coordinate riconoscibili, capaci però di assumere forme diverse e di accompagnare nuovi modi di pensare il guardaroba. Una continuità creativa, infine, che lascia sempre spazio a nuove possibilità.





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