"Excellence,
La Société des Conférences, que Son Altesse Sérénissime le Prince Pierre de Monaco a pris l'initiative de créer dans le Principauté et qu'il honore de Son Haut Patronage, ne se contente pas d'offrir à ses adhérents des conférences en français. Elle se préoccupe ainsi de donner satisfaction aux Colonies étrangères qui habitent le pays et leur permet d'entendre des orateurs de leur nations et de leur langue. C'est ainsi que d'eloquents professeurs italiens on été, ces dernières années, priés de traiter devant leurs compatriotes de Monaco des sujets purement italiens. Au cours de cette saison, notre Société serait extrêmement honoré et flatté si elle pouvait entendre Votre Excellence, dont le nom est si respecté ici et dont les qualités oratoires sont tellement appréciées....".
Così iniziava la lettera, datata 25 gennaio 1930, con la quale Monsieur Labande, Presidente della Società delle Conferenze del Principato di Monaco, tramite Il Console di S.M. il Re d'Italia in quel Paese, invitava il Prefetto di Imperia, Avvocato Ferrari, a tenere una conferenza su argomento a sua scelta davanti alla colonia italiana residente nel Principato. Con succesiva nota del 5 marzo, lo stesso Labande, che era, tra l'altro, anche Membro dell'Istitito di Francia e Conservatore degli Archivi del Palazzo di Monaco (10, Rue du Tribunal), pregava il Console italiano di organizzare gli eventi in programma della stagione in corso e di accogliere, in sua vece, nella circostanza, il Prefetto di Imperia, considerate le sue non buone condizioni di salute.
La conferenza era, dunque, fissata per venerdì 21 di marzo 1930, alle 20, 30 ("avec l'agrément du Chef de votre Gouvernement"), dal momento che in precedente serata era stata già convocata un'altra riunione per ascoltare l'intervento in lingua italiana del Podestà di Ventimiglia, Natta. Con l'occasione, Labande chiedeva di conoscere l'argomento scelto dal Prefetto di Imperia per il convegno, al fine di poterlo annunciare ai giornali e di riferirne anche al Principe di Monaco per doverosa notizia ed illustrazione. Le conferenze in lingua in italiano erano cominciate da tempo nello Stato monegasco, sia in ragione delle sue ascendenze storiche e sia in relazione agli stretti legami che non si erano mai allentati anche in seguito alla cessione alla Francia della Contea di Nizza e dintorni nel 1860.
La vigilanza sulle istituzioni del piccolo Stato, fino ad allora assolta dal Piemonte, era passata automaticamente alla Potenza subentrata politicamente al governo di Torino, ma le forti tradizioni liguri e piemontesi, comuni peraltro al resto degli ex territori sabaudi, non aveva fatto venir meno le frequenti relazioni con il nascente e vicino Regno d'Italia. L'alta considerazione di cui godeva oltre confine il Prefetto Ferrari venne nuovamente rappresentata da una nuova lettera di Labande al Console italiano, al quale il funzionario monegasco comunicava quanto fosse gradita da quelle parti la visita del Rappresentante del Governo di Roma. Purtroppo le cose non andarono secondo il previsto, perché all'ultimo momento il Prefetto fu costretto a rinviare, suo malgrado, l'incontro. "Je vous suis infiniment obligé de l'amabilité avec laquelle vous avez bien voulu répondre, le 5 courant, à ma lettre du 15 février dernier, concernant la conférence en langue italienne, que vous aviez fait l'honneur de me demander....Malheureusement, des circonstances imprévues et des engagements relevant de ma charge, survenus tout dernièrement, m'enlèvent la possibilité de tenir la conférence....J'en suis désolé, je vous prie de le croire; et je souhaite de grand coeur pouvoir tenir mon engagement le plus tôt possible..."
Così scriveva in francese il Prefetto Ferrari, curando personalmente la nota indirizzata a Monsieur Labande. A quanto se ne sa, l'invito sarà effettivamente onorato dal Prefetto imperiese in una successiva occasione, nella quale egli incontrerà anche Sua Serenissima il Principe Pierre, desideroso di fare la conoscenza del Rappresentante dello Stato italiano nella provincia di confine.





