Altre notizie - 18 maggio 2020, 19:00

Tanta nostalgia: è morto Michel Piccoli

Nato in una famiglia italo-francese di musicisti, con lontane origini ticinesi, esordì nel 1945. Le condoglianze di Christian Estrosi

Michel Piccoli

Michel Piccoli

La Francia piange Michel Piccoli deceduto a seguito di un ictus celebrale lo scorso 12 maggio, ma la cui notizia del decesso è stata data solo oggi dalla famiglia.

Era nato a Parigi il 27 dicembre 1925, attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di fama internazionale.
Nato in una famiglia italo-francese di musicisti, con lontane origini ticinesi, esordì nel 1945 con il film Silenziosa Minaccia.

Il film che lo fece conoscere al grande pubblico internazionale fu  Il disprezzo (1963) di Jean-Luc Godard, cui seguirono, tra i titoli più noti, Il diario di una cameriera (1964), Dillinger è morto (1969), La grande abbuffata (1973), Life Size (Grandezza naturale) (1974), Tre simpatiche carogne (1976), Salto nel vuoto (1979), La signora è di passaggio (1981), Passion (1982), L'armata ritorna (1983), Viva la vita (1984), La bella scontrosa (1991), Compagna di viaggio (1995), Genealogia di un crimine (1997), Libero Burro (1998), La petite Lili (2003), Specchio magico (2005), Belle toujours e Giardini in autunno (2006), La duchessa di Langeais (2007), Habemus Papam (2011), per il quale l'anno successivo ha vinto David di Donatello e il Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista al Bif&st di Bari.

Nel 1997 debuttò nella regia con Alors voilà, cui seguirono nel 2001 La plage noire e nel 2005 C'est pas tout à fait la vie dont j'avais rêvé.

Era stato sposato in seconde nozze per undici anni con la cantante e attrice Juliette Gréco. Politicamente impegnato, ha espresso più volte il suo sostegno al Partito Socialista Francese, scagliandosi spesso contro il partito di estrema destra Front National. Nel marzo 2007 firmò insieme a 150 intellettuali un appello a votare per Ségolène Royal alle elezioni presidenziali.

Christian Estrosi ha espresso le condoglianze per la morte del “monumento del cinema francese. Non è solo una pagina che si gira, ma è un capitolo che si chiude



Beppe Tassone

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