Ambiente - 23 novembre 2020, 12:00

Mentone, parte della Costa Azzurra fino a Beaulieu e Ventimiglia rischiano di rimanere senz'acqua

Cosa è successo a seguito dell’alluvione? In pratica si è verificato un importante abbassamento della falda acquifera sotto il Roya e i geologi, italiani e francesi, stanno lavorando ad alcune ipotesi su cosa lo abbia provocato.

Mentone, parte della Costa Azzurra fino a Beaulieu e Ventimiglia rischiano di rimanere senz'acqua

Il rischio di rimanere senz’acqua c’è ed è elevato ma, al momento tecnici e operai di Aiga, la società ventimigliese che a fine anno confluirà in Rivieracqua, Amaie di Sanremo e delle società francesi della Costa Azzurra, stanno lavorando da giorni per evitarlo.

Stiamo parlando del grave problema che, a poco più di un mese dall’alluvione di inizio ottobre a Ventimiglia, ha visto bloccare i pozzi che alimentano la città di confine ma anche una parte della Francia, tra Mentone e Beaulieu (si tratta di quelli denominati Porra 1 e Porra 2). Cosa è successo a seguito dell’alluvione? In pratica si è verificato un importante abbassamento della falda acquifera sotto il Roya e i geologi, italiani e francesi, stanno lavorando ad alcune ipotesi su cosa lo abbia provocato.

La causa più probabile è sicuramente il trascinamento di fanghiglia e argilla che ha intasato tutto il substrato, prima formato da sabbia e ghiaia, rendendo impermeabile il passaggio dell’acqua dall’alveo del Roya ai pozzi che, quindi, non vengono più alimentati. Il secondo fenomeno è quello dell’abbassamento dello scorrimento di circa due metri e sotto l’alveo: questo è stato drenato e non è più alimentato da monte.

Preoccupato il presidente dell’Aiga di Ventimiglia, Sergio Scibilia, azienda che di fatto è cessata e deve confluire in Rivieracqua ma che, in questo momento, sta duramente lavorando per cercare di risolvere i problemi, insieme ad Amaie e ai tecnici francesi: “Ho scritto a Prefetto, Provincia, Regione e Rivieracqua per esporre il grave problema che si è verificato – ha detto Scibilia – ma nessuno mi ha mai risposto. Per fortuna che ci sono i tecnici francesi e Amaie che ci danno una mano. Per un fatto del genere sarebbe servito l’intervento massiccio della Protezione Civile e dell’esercito, per capire cosa sta accadendo sul Roya che, sicuramente, ha necessità di interventi straordinari con esperti. Per quanto abbiamo potuto rilevare è successo un fenomeno epocale che mai si è verificato a memoria d’uomo. Servono interventi importanti e urgenti per evitare che l’acqua, il bene più prezioso, venga a mancare”.

Da venerdì scorso tecnici e operai stanno lavorando a una serie di test per cercare di risolvere la criticità: sono state realizzate alcune trincee drenanti a monte dei pozzi, in modo da rompere questo stadio impermeabile e far entrare l’acqua del fiume nella falda. Al momento queste prove hanno dato piccoli benefici e, tra venerdì e sabato si è bloccato l’abbassamento della falda.

Il timore per lo stop all’acqua, come dicevamo, c’è ed è elevato. Soprattutto per Ventimiglia e la Costa Azzurra, tra Mentone e Beaulieu, i cui acquedotti sono alimentati dai pozzi del Roya. Al momento chi non rischia sono i rubinetti del resto della provincia di Imperia, fino ad Andora, ma c’è il forte timore per le altre città alimentate dai pozzi che, al momento sono a secco.

Allo studio c’è il collegamento con i pozzi di Amaie che, essendo a valle della confluenza con il Bevera, non hanno registrato la stessa problematica degli altri. Allo studio, quindi, se non ci fosse un deciso miglioramento con i test eseguiti in questo fine settimana, c’è il collegamento ai pozzi che al momento alimentano il resto della provincia. La stessa cosa è valutata i francesi, ma ovviamente si tratta di tentativi.

Sia a Ventimiglia che in Costa Azzurra, al momento tutti hanno l’acqua, anche grazie ad alcuni interventi da Aiga ma, ovviamente, se non si trova una soluzione si rischia di rimanere a secco. In molti, tra i ventimigliesi che vivono a ridosso del Roya, si sono dichiarati stupiti per l’accaduto, che conferma la straordinarietà dell’alluvione che ha colpito il 2 ottobre la valle.

Ci sono infatti pozzi vecchi di 100/150 anni che non sono mai stati totalmente secchi e ora lo sono, a conferma di uno sconvolgimento epocale a causa dell’alluvione. Nei giorni scorsi l’Assessore Palmero e il Presidente del Consiglio Comunale Spinosi, hanno fatto visita alle aziende della zona, che hanno espresso tutte le criticità. Lo stesso Spinosi ha ringraziato, per il lavoro svolto, il presidente di Aiga, Sergio Scibilia, il direttore tecnico dell’azienda Luciano Cosco e tutti gli operai “Da giorni – ha detto - lavorano senza sosta per risolvere il problema. L' acqua è vita, ricordiamocelo sempre”.

Carlo Alessi

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