Altre notizie - 14 gennaio 2022, 08:00

“Mantenere la pressione sugli italiani”, parla il Prefetto incaricato della ricostruzione in Valle Roya e nelle altre aree colpite dalla Tempesta Alex

I lavori di ricostruzione quasi terminati. In estate la dipartimentale 6204 sarà totalmente ripristinata e percorribile. Resta il valico: “La situazione avanza al rallentatore, il tunnel deve tornare ad essere operativo velocemente”

Tunnel del tenda dopo la Tempesta Alex

Tunnel del tenda dopo la Tempesta Alex

Pochi giorni dopo la visita del Presidente Emmanuel Macron in valle Roya dove ha incontrato gli amministratori delle tre vallate sinistrate dalla tempesta Alex, l’argomento è ancora al centro della discussione e degli approfondimenti.

Qualche polemica qua e là, come è naturale a pochi mesi dalle Presidenziali e dalle da quelle per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, ma quello che emerge evidente è l’immane sforzo compiuto e i risultati ottenuti che sono sotto gli occhi di tutti.

A cercare una sintesi, senza peli sulla lingua, è Xavier Pelletier, il Prefetto che il governo ha inviato sul territorio col compito di supervisionare la ricostruzione.
Funzionario di 54 anni, già capo di gabinetto di Bruno le Maire quando era ministro dell’agricoltura, il prefetto “tempesta” come è stato soprannominato ha svolto un incessante lavoro per accelerare le procedure.

Ieri mattina ha partecipato ad una trasmissione di France Bleu Azur: l’occasione giusta per commentare quanto sta accadendo in Valle Roya.
La tempesta Alex è stata definita “il disastro più significativo dalla seconda guerra mondiale

Relativamente alla Valle Roya: “La strada dipartimentale 6204, è un asse che è stato completamente distrutto. La strada, grazie al lavoro colossale svolto dal Consiglio Dipartimentale e dalle imprese, nell'estate del 2022 sarà rimessa in pristino. In totale, oltre 35 chilometri. Sinceramente, chi avrebbe potuto dire che tutti questi colossali lavori di ricostruzione di ponti, strade, con problemi geologici e smottamenti, sarebbero stati completati così velocemente?”.

Il neo è quello del tunnel del Tenda con il dito puntato sull’Italia.
Il valico è chiuso perché danneggiato nell'ottobre 2020 ed è fonte di difficoltà per i residenti. Stiamo lavorando con gli italiani e andiamo avanti con un'agenda più energica. La situazione avanza al rallentatore perché c'erano problemi di gestione già prima della tempesta. Abbiamo individuato la possibilità di realizzare un viadotto e manteniamo la pressione sugli italiani. Questo tunnel deve tornare ad essere operativo velocemente".





Beppe Tassone

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