Ambiente - 21 settembre 2022, 07:00

Nizza, polverizzato ogni record: il 40 per cento delle notti di quest’anno si può definire “tropicale”

Sono, fino ad ora, ben 104. Negli ultimi 10 anni otto rientrano nella “top 10”. Gli effetti devastanti che provocano le modifiche climatiche

Nizza, la notte sulla Promenade des Anglais, fotografia di Patrizia Savarese

Nizza, la notte sulla Promenade des Anglais, fotografia di Patrizia Savarese

La notte di domenica scorsa, 18 settembre 2022, stando alle informazioni fornite da Météo-France, è stata, per Nizza, la 104ma tropicale dal 1° gennaio.
Polverizzato, è il caso di scriverlo, il precedente record appartenuto al 2018 con 93 notti tropicali: la rilevazione parte dal 1943, anno d’inizio della registrazione di questi particolari dati.

Una notte si definisce “tropicale” quando la temperatura non scende, nemmeno per un attimo, al di sotto dei 20 gradi.

Il 18 settembre 2022 era il 261° giorno dell’anno, il che significa che quasi il 40 per cento delle notti di quest’anno della capitale della Costa Azzurra sono definibili “tropicali”.

Un anno da record: battuto anche quello delle notti tropicali consecutive, detenuto prima dal 2016 con 58 notti, che quest’anno sono state addirittura 66.
Il perdurare delle notti “calde” è da ricercarsi anche nella temperatura del mare che è ancora molto alta.

Un data più di tante altre fa capire come “abbia lavorato” la modifica del clima nell’ultimo mezzo secolo: negli anni ’60 dello scorso secolo le notti “tropicali” consecutive giungevano al massimo a 2, quest’anno sono state 66 e, nell’ultimo decennio, ben otto rientrano nei primi dieci posti in classifica. Dire che si tratta, per il 2022, di un dato eccezionale è dunque errato.

L’effetto lo si vede nei danni e nei disastri che tanto caldo provocano: incendi di proporzioni notevoli, anche in zone fino ad ora risparmiate, fenomeni metereologici estremi quali temporali e inondazioni e siccità diffusa.
Tutti fenomeni che abbiamo vissuto nell’ultimo anno e che hanno avuto anche effetti mortali: un monito ad agire e subito!


Beppe Tassone

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