Eventi - 23 settembre 2022, 10:00

Al Musée di Vence una mostra dedicata al “grande” Jean Dubuffet (Foto)

A Vence, l'artista non ha avuto il tempo di annoiarsi. Ha continuato a lavorare, battendo le campagne, osservando attentamente il territorio che lo circondava ed allestendo due laboratori d’incisione

Table porteuse d’instances, d’objets et de projets, 1968, transfert sur polyester © Fondation Dubuffet, Paris

Table porteuse d’instances, d’objets et de projets, 1968, transfert sur polyester © Fondation Dubuffet, Paris

Il Musée de Vence, Fondation Emile Hugues propone, fino al 13 novembre 2022, la mostra «Jean Dubuffet, humeurs vençoises».
Ho vissuto come un pazzo da quando ho messo piede in questa terra (di esilio e di noia) – é un anno ormai. Un incessante susseguirsi di strutture, sviluppi precari costantemente rielaborati. Ho lavorato molto, era necessario per ragioni miscellanee...”

 

Manifesto della mostra

Jean Dubuffet non era venuto a stabilirsi a Vence di sua spontanea volontà, ma perché costretto dalla salute di sua moglie Lili: trovò comunque in città diverse condizioni favorevoli per lo sviluppo della sua arte.
L'artista ha vissuto a Vence dal 1955 a 1961, poi vi rimase regolarmente fino al 1967. Fu subito sedotto dalla luce e dal paesaggio arido dell'entroterra.

A Vence, l'artista non ha avuto il tempo di annoiarsi. Ha continuato a lavorare, battendo le campagne, osservando attentamente il territorio che lo circondava ed allestendo due laboratori d’incisione.
Il collage, come segno, resiste ben oltre i suoi soli "stati d'animo di Vence".
Jean Dubuffet (Le Havre, 31 luglio 1901 – Parigi, 12 maggio 1985) è stato un pittore e scultore ed è considerato il fondatore del movimento artistico dell'Art Brut.


Le bureau Veritas, 1979, acryle sur papier entoilé © Fondation Dubuffet, Paris

Alcune informazioni con l’aiuto del web: l’art brut.
Dal 1945 in poi inizia il periodo principale dell’opera di Jean Dubuffet, che conia il termine Art Brut.
In un periodo incerto come quello della Seconda guerra mondiale, l’Art Brut non ricerca più il bello né il bizzarro, ma si concentra sulla natura e sul quotidiano, sugli oggetti di uso comune, sulle attività quotidiane delle persone e sulle esperienze semplici che si contrappongono alla violenza della guerra. Dubuffet, seguendo l’esempio di dei pittori delle avanguardie come Kandinskij, Mirò e Klee, pone anche particolare attenzione anche sulle opere realizzate dai bambini.

Nel 1947 Dubuffet fonda insieme a André Breton, Paulhan e Drouin La compagnia dell’Art Brut. Questo movimento raccoglie opere spontanee, realizzate anche da autodidatti, bambini, persone con disturbi mentali e persone senza una particolare formazione. Queste opere non hanno un fine estetico, ma intendono comunicare emozioni in modo immediato.

 

Jean Dubuffet à Vence, 1957, Photographie Michel Ragon ©Archives Fondation Dubuffet, Paris

Jean Dubuffet realizza opere Art Brut che ritraggono panorami naturali e scene di vita comune della città di Parigi. I quadri di Dubuffet sono semplici, realizzati d’impulso, hanno uno stile “grezzo” e sono realizzati con diversi materiali, come catrame, ghiaia e sabbia uniti tra loro con vernice o colla.

Le opere più importanti di Jean Dubuffet
Sebbene durante gli anni di lavoro nell’azienda vinicola di famiglia Dubuffet abbia in qualche modo continuato con la produzione di arte, composta da quadri, marionette in legno e maschere, la vera produzione artistica del pittore è considerata quella dal 1942 in poi.

Jean Dubuffet

Tra il 1949 e il 1960 realizza numerosi cicli di dipinti. Tra i più famosi Paysage Grotesque, Assemblage e Texturologie e Materiologìes.
La maggior parte delle sue opere sono realizzati tramite unioni di oggetti e materiali naturali che creano sulla tela un effetto giocoso e tridimensionale.
Durante gli anni Sessanta Dubuffet realizza opere come Nunc Stans e Bidon l’Esbroufe, dei dipinti che sembrano dei puzzle, ed è del 1962 uno dei suoi cicli più importanti, L’Hourloupe, che si distacca dalle opere precedenti nello stile, ma riprende lo stesso i concetti e i riferimenti dell’Art Brut. Si dedica anche alla scultura scegliendo materiali insoliti come carta e polistirolo.


La vue sur l’Adret, 1961, huile sur toile © Fondation Dubuffet, Paris


In questi anni si dedica anche alla musica, realizzando numerose registrazioni con l’artista danese Asger Jorn, e realizza anche alcuni oggetti scenici, i Practicables.

Il Musée de Vence si trova in Place du Frêne 2 ed é aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 18


Beppe Tassone

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