Altre notizie - 04 febbraio 2026, 10:00

Quando a curare il verde sono le pecore: l’eco-pascolo che cambia il volto di Antibes

Dalla manutenzione sostenibile alla tutela della biodiversità, la città della Costa Azzurra sperimenta un modello antico e innovativo che unisce ambiente, paesaggio e comunità. Le fotografie sono di Silvia Assin

Antibes, l'ecopascolo. Fotografie di Silvia Assin

Antibes, l'ecopascolo. Fotografie di Silvia Assin

Non fanno rumore, non inquinano e restituiscono al paesaggio urbano un ritmo più naturale.

Ad Antibes la manutenzione del verde passa anche attraverso il passo lento delle pecore, affiancate da asini e cavalli. È la scelta dell’eco-pascolo, una pratica di gestione sostenibile degli spazi verdi che la città porta avanti da alcuni anni e che oggi si consolida con nuovi protagonisti a quattro zampe.

L’obiettivo è chiaro: effettuare il decespugliamento in modo dolce, mantenere e pulire i terreni comunali riducendo al minimo l’impatto ambientale. I benefici, però, vanno ben oltre la semplice manutenzione.

L’eco-pascolo favorisce la biodiversità, arricchisce naturalmente i suoli e contribuisce alla prevenzione degli incendi grazie al controllo costante della vegetazione.

Dopo l’introduzione dei cavalli, Antibes ha ampliato il progetto accogliendo anche pecore e asini, scelti tra razze rustiche a bassissima diffusione.

Animali resistenti, capaci di adattarsi a ogni tipo di terreno, anche il più accidentato, e ideali per intervenire in aree dove i mezzi meccanici risultano invasivi o inefficaci. Le immagini realizzate da Silvia Assin documentano uno spazio verde situato alle spalle della stazione ferroviaria.



I vantaggi dell’eco-pascolo sono concreti e misurabili: drastica riduzione dei rifiuti verdi, assenza di sfalci da smaltire, minore rischio di incendi, creazione di micro-habitat favorevoli alla fauna locale e fertilizzazione naturale del terreno grazie alle deiezioni degli animali.

Accanto ai benefici ambientali emerge anche un valore sociale. La presenza delle greggi nei parchi urbani crea relazione, incuriosisce, riavvicina i cittadini alla natura. Bambini e adulti si fermano a osservare, a fare domande, a riscoprire un rapporto diretto con il vivente.

Le pecore presenti ad Antibes appartengono alla razza Mourérous, riconoscibile per la testa e le zampe rossicce: animali slanciati, di taglia media, con una buona copertura lanosa.



Silenziosi ed ecologici, questi nuovi “giardinieri” incarnano un’idea diversa di città: più lenta, più attenta, più viva. Anche grazie a queste pratiche Antibes ha ottenuto il prestigioso label nazionale “4 Fleurs” del concorso Villes et Villages Fleuris.

Un segnale chiaro: talvolta il futuro del verde urbano passa da un’antica alleanza tra uomo, natura e animali, e ha il suono discreto di un campanaccio.


Beppe Tassone

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