A Monaco non si vince quasi mai “per caso”. Il Principato è l’unico appuntamento in cui il sabato pesa spesso più della domenica, dove la fiducia sul filo dei guard-rail conta quanto (se non più di) la potenza, e dove un errore millimetrico costa un weekend. Non stupisce quindi che, nella storia della Formula 1, i piloti più vincenti a Montecarlo siano quasi sempre campioni capaci di unire precisione, sensibilità e sangue freddo.
Di seguito, dunque, ecco i protagonisti con più successi nel GP di Monaco. Numeri e anni delle vittorie sono riportati secondo i principali database statistici e i riepiloghi storici della gara.
Juan Manuel Fangio (1950, 1957)
Fangio vinse a Monaco in due epoche tecniche quasi diverse: nel 1950, alle origini del Mondiale, e nel 1957, nel pieno della sua leggenda. Due affermazioni che raccontano quanto la classe pura, su un circuito dove “non ti perdona”, attraversi i decenni.
Maurice Trintignant (1955, 1958)
Due vittorie che sono un pezzo di storia: Trintignant fu tra i primi specialisti della pista monegasca, quando il GP non era ancora la vetrina glamour di oggi, ma già era un labirinto difficile da decifrare.
Niki Lauda (1975, 1976)
Lauda vinse due volte nel pieno della sua fase Ferrari, dimostrando che a Monaco non serve essere “spettacolari” quanto, invece, chirurgici.
Jody Scheckter (1977, 1979)
La sua doppietta arriva in anni in cui il circuito era ancora più “meccanico” e fisico: due successi che certificano un talento spesso sottovalutato nella narrazione moderna.
David Coulthard (2000, 2002)
Nei GP di Monaco dei primi 2000, Coulthard mise insieme solidità e gestione: due vittorie in un’epoca in cui la strategia box e la posizione in pista iniziavano a diventare decisive quanto la guida.
Fernando Alonso (2006, 2007)
Alonso è l’esempio perfetto del GP di Monaco “moderno”: leggere le fasi della gara, gestire gomme e traffico, e capitalizzare ogni dettaglio. Due successi che fotografano la sua completezza.
Mark Webber (2010, 2012)
Due Monaco vinti da pilota esperto, capace di massimizzare qualifica e ritmo controllato: esattamente la formula che spesso funziona nel Principato.
Sebastian Vettel (2011, 2017)
Due successi lontani tra loro, a dimostrazione di adattabilità: il Monaco vinto con Red Bull e quello con Ferrari hanno “sapori” diversi, ma lo stesso requisito: zero sbavature.
Max Verstappen (2021, 2023)
Due vittorie che raccontano la maturazione: Monaco è stata a lungo una gara “strana” per Verstappen, poi trasformata in un terreno di controllo e pragmatismo.
Stirling Moss (1956, 1960, 1961)
Moss, maestro del controllo in spazi stretti, è uno dei primi “piloti da Monaco” in senso pieno: tre successi costruiti su talento e sensibilità.
Jackie Stewart (1966, 1971, 1973)
Stewart vinse a Monaco tre volte in anni complicati e pericolosi: la sua lucidità, più che l’aggressività, fu l’arma decisiva.
Nico Rosberg (2013, 2014, 2015)
Tre vittorie consecutive: un dominio “di posizione” e precisione, figlio di qualifiche fortissime e gestione impeccabile.
Lewis Hamilton (2008, 2016, 2019)
Tre successi in anni e contesti diversi: la sua bacheca a Monaco non è la più ricca tra i grandissimi, ma resta una prova di versatilità, soprattutto nell’interpretazione delle gare a basso margine d’errore.
Alain Prost (1984, 1985, 1986, 1988)
Quattro Monaco vinti dal “Professore”: niente descrive meglio la pista. Prost non aveva bisogno di strafare: costruiva la vittoria con letture perfette, ritmo sostenibile e gestione del rischio.
Graham Hill (1963, 1964, 1965, 1968, 1969)
Per decenni è stato Mr Monaco: cinque trionfi che hanno definito l’idea stessa dello specialista del Principato, tra eleganza, coraggio e una confidenza rarissima con quelle strade.
Michael Schumacher (1994, 1995, 1997, 1999, 2001)
Cinque vittorie in piena era moderna, dove strategia e pressione mediatica pesavano enormemente. Schumacher a Monaco era un mix di aggressività controllata e capacità di “chiudere” il weekend già dal sabato.
Ayrton Senna (1987, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993)
Se Monaco premia il pilota, Senna è stato l’incarnazione del concetto. Sei vittorie (di cui cinque consecutive) non sono solo un primato statistico: sono un segno culturale, l’idea che tra i muri del Principato esista un livello “oltre”, accessibile a pochissimi.
I primi pronostici per la prossima stagione di Formula 1
Il bello (e il crudele) di Monaco è che la storia ispira, ma non garantisce nulla: basta ricordare come nel 2024 Charles Leclerc abbia finalmente vinto in casa dopo anni di occasioni mancate, mentre nel 2025 è arrivato il primo trionfo monegasco di Lando Norris, segno che la nuova generazione sta imparando a dominare i dettagli.
Guardando alla prossima stagione, il quadro dei favoriti nasce dall’incrocio tra forma recente e incognite tecniche, come emerge anche dal confronto delle quote attuali sulla Formula 1 disponibili su siti autorizzati come DomusBet. Norris arriva da campione in carica con un successo fresco nel Principato, Verstappen resta un riferimento assoluto, mentre Oscar Piastri e Charles Leclerc continuano a crescere in completezza e continuità. In più, il 2026 apre un nuovo ciclo regolamentare e motoristico: è il classico scenario in cui possono cambiare gerarchie e “specialisti” da un anno all’altro, come spesso è accaduto nella storia della Formula 1.
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