Ambiente - 03 marzo 2026, 19:00

Costa Azzurra, alla scoperta del territorio: Monaco (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le fotografie sono di Danilo Radaelli

Monaco, fotografie di Danilo Radaelli

Monaco, fotografie di Danilo Radaelli

Sole e accenni concreti all'imminente primavera, hanno consigliato a Danilo Radaelli un'escursione nel Principato: una serie di fotografie che ci calano in un luogo da cartolina.

Prima di affermarsi come uno dei Principati più celebri d’Europa, Monaco era un rifugio naturale affacciato sul Mediterraneo.

Le sue origini affondano nella preistoria: importanti testimonianze archeologiche sono state rinvenute in una grotta dei giardini di Saint-Martin, prova della presenza di insediamenti umani ben prima dell’età classica.

I primi stanziamenti stabili sono attribuiti ai Liguri, popolazione montanara nota per la resistenza fisica e la sobrietà dei costumi. La costa e l’area dell’attuale porto rappresentavano con ogni probabilità lo sbocco marittimo degli Oratelli di Peille, comunità dell’entroterra legata alla Rocca.



Un nome tra mito e storia

L’etimologia di “Monaco” resta oggetto di dibattito. Una prima ipotesi la collega alla tribù ligure dei Monoikos, insediata sulla Rocca nel VI secolo a.C.; un’altra riconduce il toponimo al greco.

In epoca antica il porto era infatti associato al culto di Eracle, l’Ercole dei Romani, richiamato nell’espressione “Heracles Monoikos”, cioè “Eracle solitario”. Un’eredità ancora visibile nel nome del principale scalo del Principato, il Porto Hercule.



L’età romana e il Trofeo d’Augusto
Alla fine del II secolo a.C. il territorio passa sotto il controllo di Roma ed entra nella provincia delle Alpi Marittime.

A testimoniare la presenza imperiale resta il maestoso Trofeo d’Augusto, eretto a La Turbie per celebrare le vittorie militari romane. In quel periodo la regione conosce anche una fase di intensi traffici marittimi, alimentati dalle rotte dei Fenici e dei Cartaginesi.



Dalle invasioni al Medioevo
Con la caduta dell’Impero Romano, dal V secolo, la zona è teatro di incursioni e devastazioni da parte delle popolazioni barbariche.

Solo nel X secolo, dopo la cacciata dei Saraceni guidata dal conte di Provenza, la costa torna progressivamente a popolarsi, aprendo la strada alla rinascita medievale.

La nascita del Monaco moderno
La svolta arriva nel XIII secolo. Il 10 giugno 1215 la famiglia genovese dei Ghibellini posa la prima pietra della fortezza destinata a diventare l’attuale Palazzo del Principe.

Per incentivare l’insediamento, i signori della Rocca concedono terreni ed esenzioni fiscali, favorendo lo sviluppo della comunità.

Da oltre sette secoli la storia del Principato è legata alla dinastia dei Grimaldi, protagonista ininterrotta della vita politica monegasca e simbolo di continuità istituzionale.



Identità e tradizioni

Oggi il francese è la lingua ufficiale, mentre italiano e inglese sono ampiamente diffusi. Il monegasco, “u monegu”, conserva un forte valore identitario: parlato soprattutto dalle generazioni più anziane, è insegnato nelle scuole del Principato. La moneta in uso è l’euro, con emissioni proprie monegasche.

A sintetizzare la lunga storia del Paese è il motto ufficiale: “Deo Juvante”, “Con l’aiuto di Dio”, espressione che richiama l’eredità spirituale e politica di uno degli Stati più antichi e peculiari d’Europa.


Beppe Tassone

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