Si apre all’insegna della visione e della sperimentazione la 42ª edizione del Printemps des Arts de Monte-Carlo, in programma dall’11 marzo al 19 aprile 2026 nel Principato di Monaco. Sotto la direzione artistica del compositore e direttore d’orchestra Bruno Mantovani, il festival inaugura un nuovo ciclo tematico intitolato “Utopies”, concepito come un percorso artistico in continuo movimento, proiettato verso il futuro e verso nuove prospettive della creazione musicale contemporanea.
Questo primo capitolo, denominato Opus 1, è illustrato dal plasticien Yves Millecamp, membro dell’Académie des Beaux-Arts, noto per la sua ricerca pittorica spesso definita “utopica” e per un linguaggio visivo che nel tempo si è rivelato sorprendentemente anticipatore rispetto alle sensibilità della nostra epoca.
L’edizione 2026 si distingue per l’ampiezza e la varietà della programmazione: oltre 80 opere di 50 compositori saranno interpretate da più di 260 artisti, con 12 creazioni mondiali presentate in prima assoluta. Il calendario prevede 27 concerti, affiancati da un ricco programma di appuntamenti collaterali: 12 eventi “Before” – tra cui 6 conferenze, 4 incontri e 2 tavole rotonde – e 4 momenti “After”, occasioni privilegiate di dialogo tra pubblico e artisti.

Tema centrale di questa edizione sarà lo strumento musicale, elevato a vero e proprio protagonista del festival. Dalla voce parlata e cantata, considerata il primo e più universale degli strumenti, alle nuove liuterie contemporanee, la programmazione esplorerà l’intero spettro della produzione sonora. Accanto agli strumenti tradizionali troveranno spazio sonorità rare e innovative: dal duduk, antico strumento a fiato di origine armena, alle onde Martenot, fino agli strumenti a corde in budello e alle sperimentazioni digitali, come l’oboe virtuale.
L’edizione 2026 del festival si distingue per un programma ampio e articolato, che alterna grandi concerti sinfonici affidati a interpreti di primo piano a nuove creazioni della scena musicale contemporanea. Accanto alle esecuzioni tradizionali, il calendario propone anche progetti artistici dal formato innovativo, nei quali la musica dialoga con la dimensione scenica e con altre forme espressive. Grande attenzione è inoltre riservata ai giovani talenti, invitati a condividere il palco con musicisti affermati in un’ottica di incontro tra generazioni e di trasmissione dell’esperienza artistica.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano la doppia carte blanche affidata ai quartetti Danel e Mosaïque, in programma il 28 e 29 marzo, e i quattro concerti con il pianista Jean-Frédéric Neuburger. Il musicista sarà protagonista il 12 marzo con la prima esecuzione del Concerto per pianoforte di Marc Monnet, e il 4 aprile con la celebre Turangalîla-Symphonie. Il suo percorso artistico nel festival comprende inoltre due recital, tra cui uno dedicato a musiche di Pierre Boulez, Ludwig van Beethoven e Maurice Ravel, previsto per domenica 15 marzo. Il 14 marzo è inoltre in programma un suggestivo concerto a lume di candela con la partecipazione del pianista Tedi Papavrami.
Il programma propone anche iniziative originali, come i concerti dedicati a Johann Sebastian Bach, il 26 e 27 marzo, eseguiti con strumenti moderni che non esistevano all’epoca del compositore, offrendo così una nuova prospettiva sonora sul suo repertorio. Un altro appuntamento insolito sarà la “sfida” musicale tra tenore e controtenore sul repertorio di Antonio Vivaldi, prevista per il 13 marzo.

Tra le principali novità dell’edizione 2026 figura l’introduzione di un biglietto unico di 20 euro per la maggior parte dei concerti. La misura punta a rendere il festival più accessibile e ad abbattere eventuali barriere economiche per il pubblico.
«Vogliamo che chiunque possa entrare a un concerto senza esitazione», ha spiegato Bruno Mantovani, direttore artistico della manifestazione. Alcuni spettacoli particolari potranno tuttavia prevedere tariffe differenti.
Questa scelta rappresenta un passo significativo nella volontà del festival di avvicinare nuovi spettatori, in particolare i più giovani, ampliando ulteriormente il proprio pubblico.
L’edizione 2026 si svolgerà nell’arco di quattro settimane e coinvolgerà oltre quindici sedi nel Principato di Monaco, tra cui l’Auditorium Rainier III, il Grimaldi Forum, l’Opéra de Monte-Carlo, il Musée océanographique e One Monte-Carlo.
Ormai divenuto uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale monegasco, il Printemps des Arts de Monte-Carlo continua così a rafforzare il proprio ruolo, coniugando eccellenza artistica e apertura a un pubblico sempre più ampio.







