Ultim'ora - 08 marzo 2026, 15:34

Domenico Caliendo, il dolore dei genitori: "Nessuno deve dimenticare"

Domenico Caliendo, il dolore dei genitori: "Nessuno deve dimenticare"

(Adnkronos) -

"Mai nessuno dovrà dimenticarlo". Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a soli due anni e mezzo dopo un trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli, è stata ospite oggi a Domenica In. Accanto a lei il marito Antonio Caliendo. 

La coppia ha ripercorso la tragedia che ha colpito la loro famiglia e ha annunciato la volontà di creare una fondazione in memoria del figlio: "Sto cercando di dare vita a una fondazione a nome suo, per lui e per tutti quei bambini vittime di malasanità", ha spiegato la madre. 

Il calvario di Domenico era iniziato quando aveva appena quattro mesi: "Fino a quel momento stava bene. Poi ha iniziato a piangere in modo diverso e, da mamma, ho capito subito che qualcosa non andava", ha raccontato Patrizia. Portato d’urgenza all’ospedale di Nola, il piccolo fu ricoverato in terapia intensiva. Poi la diagnosi, il piccolo Domenico era affetto da cardiomiopatia dilatativa. 

"Ci dissero che aveva il 50% di possibilità di morire. I primi mesi sono stati molto difficili: non poteva correre, sudare, affaticarsi. Poi abbiamo imparato a gestire la malattia e a fargli vivere una vita il più normale possibile. Lui era un guerriero, aveva una voglia di vivere pazzesca". 

I medici avevano spiegato ai genitori che l’unica speranza era un trapianto di cuore. "Sapevamo che senza un nuovo cuore sarebbe arrivato al massimo a cinque anni. Abbiamo vissuto tutto questo tempo aspettando". 

Poi il 22 dicembre 2025, alle 19 di sera arrivò la chiamata. "La dottoressa mi disse che c’era un cuore per Domenico. Ma io non ero contenta, avevo una brutta sensazione. Non riuscivo a viverla bene". 

Anche il padre ricorda quel momento con angoscia, Antonio ha spiegato: "Ero davanti alla macchinetta accanto alla terapia intensiva con un amico e ho pensato: ‘Io me lo porto a casa’. Avevo una sensazione terribile. Ma poi io e Patrizia abbiamo pensato: se lo portiamo via, che genitori siamo?".

 

Un dubbio che ancora oggi pesa: "A volte mi do la colpa di non aver seguito quella sensazione. Ma era l’unica possibilità per salvarlo", ha detto Patrizia che ha ricordato la mattina dell’intervento: "Lui era sedato, ma mi è saltato in braccio chiamandomi ‘mamma’. È stata l’ultima volta che mi ha abbracciato". 

L’operazione si è conclusa alle 19, ma qualcosa andò storto: "Un’infermiera mi disse che il cuore non partiva". Il bambino fu inserito immediatamente in lista d'attesa per un secondo trapianto. "Ho sperato fino all’ultimo. Ho capito che non era più salvabile quando è arrivato il secondo cuore. In quel momento mi sono sentita presa in giro". 

La famiglia ha raccontato che solo settimane dopo hanno appreso che il cuore destinato a Domenico era arrivato congelato: "Nessuno ce lo ha detto. Lo abbiamo scoperto dai giornali il 7 gennaio, mentre l’operazione era del 23 dicembre", ha detto la madre. 

L'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, presente in studio da Mara Venier ha spiegato: "Il ghiaccio secco non è l'unico problema. Il problema principale sarebbe stata la mancanza di monitoraggio della temperatura durante il trasporto”. 

Nonostante il dolore, Patrizia Mercolino promette di continuare a lottare per il figlio: "Gli ho promesso che avrà giustizia. Ci penseranno le autorità competenti. E faremo in modo che nessuno lo dimentichi. Nessun’altra famiglia deve soffrire come stiamo soffrendo noi". Al contrario, il padre Antonio non è riuscito a esporsi molto: "Sono davvero incazzato", ha detto con la voce rotta dal pianto. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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