Altre notizie - 15 marzo 2026, 13:00

All’Auditorium Rainier III una nuova installazione dedicata ai direttori dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo

La Direzione degli Affari Culturali valorizza il patrimonio storico dell’orchestra con un’opera ispirata alle fotografie di Bob Martin e realizzata da due artisti formati al Pavillon Bosio.

Installazione realizzata da Maëva Lu-Chi-Vang e Théophile Sargenti, Foto:  © Philippe Fitte

Installazione realizzata da Maëva Lu-Chi-Vang e Théophile Sargenti, Foto: © Philippe Fitte

La Direzione degli Affari Culturali del Principato di Monaco ha commissionato una nuova opera artistica a due giovani scenografi formatisi presso l’École Supérieure d’Arts Plastiques de Monaco – Pavillon Bosio: Maëva Lu-Chi-Vang e Théophile Sargenti. L’installazione è stata realizzata all’interno dell’Auditorium Rainier III con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo.

Maëva Lu-Chi-Vang © DR

 Théophile Sargenti © DR

Il progetto nasce da una serie di fotografie che ritraggono i direttori d’orchestra dell’ensemble monegasco, immagini che in passato erano esposte lungo la sala Kreizberg. Le fotografie provengono da un fondo appartenente alla Direzione degli Affari Culturali e donato al Principato dall’artista Bob Martin. Figura poliedrica, Martin è stato per oltre trent’anni contrabbassista dell’orchestra e, allo stesso tempo, fotografo appassionato: attraverso il suo obiettivo ha documentato momenti unici della vita musicale dell’ensemble.

All’interno dello spazio denominato Troparium, i due scenografi hanno concepito un’installazione che racconta il rapporto tra i Maestri e l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo. Il progetto si sviluppa attraverso un sistema di collegamenti tra cornici e nomi dei direttori, un gioco di fili colorati che richiama le tonalità dell’arazzo La Métamorphose di Jean-Michel Folon, normalmente esposto su quella parete e attualmente in fase di restauro.

I fili creano una trama visiva che unisce le immagini dei direttori, trasformando l’insieme in una sorta di strumento musicale astratto. L’opera suggerisce così un tessuto simbolico che riporta alla memoria il contributo artistico di questi illustri Maestri e il segno che hanno lasciato nella storia dell’orchestra.

 

Redazione

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