Danilo Radaelli, pedalata dopo pedalata, ci accompagna alla scoperta di un altro caratteristico villaggio che fa da contorno a Nizza: Aspremont ed a Levens.
A sedici chilometri appena dal respiro urbano di Nizza, basta salire in sella e lasciarsi alle spalle il traffico costiero per ritrovare un tempo diverso, più lento e silenzioso.
La strada che si arrampica verso Aspremont è una di quelle che i ciclisti imparano ad amare: tornanti regolari, profumo di macchia mediterranea e, curva dopo curva, un orizzonte che si allarga fino al mare.

Dall’alto del suo promontorio, il borgo domina ancora la piana del Var con la stessa funzione strategica che aveva nel Medioevo, quando era conteso tra grandi famiglie e signorie locali.
Oggi, al posto delle tensioni feudali, resta un silenzio sospeso e una bellezza raccolta che sorprende chi arriva fin quassù con il ritmo lento della bicicletta.
Aspremont si svela poco a poco. Non è un paese da attraversare, ma da conquistare, anche fisicamente. Le sue case si dispongono in cerchi concentrici, come una spirale che sale verso il cuore del villaggio, dove si erge la chiesa gotica, punto di riferimento visivo e simbolico.
Questo impianto urbanistico, raro e affascinante, racconta di un passato difensivo: ogni anello di abitazioni era una protezione, ogni vicolo una via di fuga o di controllo.
Lasciata la bici all’ingresso del centro storico, il percorso continua a piedi, tra scale ripide e passaggi a volta.
È uno sforzo breve ma necessario, quasi un rito di accesso. La ricompensa è immediata: vicoli acciottolati, facciate dai colori caldi, terrazze fiorite che si aprono all’improvviso su scorci luminosi.
E poi le tracce del tempo: la piattaforma dell’antico castello, sulla sommità, e più in alto ancora, verso il Monte Cima, i ruderi del primo insediamento, memoria fragile di un’origine ancora più remota.

Intorno al borgo, la campagna disegna una geometria armoniosa di terrazzamenti circolari. Ulivi, viti e alberi da frutto modellano il paesaggio secondo una tradizione agricola che resiste, mentre il profumo della terra accompagna il visitatore lungo sentieri e strade secondarie ideali anche per il cicloturismo.
È un territorio che invita a pedalare senza fretta, tra scorci panoramici e improvvisi silenzi.
A dominare l’intero scenario è il massiccio del Mont Chauve, che con i suoi 1053 metri veglia su Aspremont. Sulla sua cima, il Fort d'Aspremont, costruzione militare di fine Ottocento, conserva ancora fossati, casematte e il tracciato del recinto, testimone di un’altra epoca di difesa e controllo.

Ma è lo sguardo, alla fine, a restare impresso. Ovunque ci si trovi, tra le pietre del borgo o lungo la strada che riporta a valle, il mare compare all’orizzonte come una promessa.
E forse è proprio questo il senso di un’escursione ad Aspremont: partire dalla costa, salire lentamente, e ritrovare, tra storia, paesaggio e fatica, una prospettiva nuova, più ampia, sul viaggio e sul tempo.
















