Oggi, domenica 22 marzo, Nizza e Menton tornano alle urne per il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative. Entro la serata si conosceranno i nuovi equilibri nei consigli comunali e, soprattutto, i nomi dei sindaci chiamati a guidare le due città della Costa Azzurra.
Lo scenario resta aperto e carico di incognite. Sul tavolo si confrontano due dinamiche opposte: da un lato la possibile affermazione dell’estrema destra, dall’altro una “remontada” favorita dal ricompattamento del cosiddetto Fronte Repubblicano, che nell’estremo Est del Dipartimento è riuscito a riportare in corsa due liste inizialmente in difficoltà.
A Nizza l’attenzione è massima. La scelta della candidata di centrosinistra di non convergere su un’unica lista potrebbe rivelarsi decisiva, rischiando di spianare la strada a Eric Ciotti e al Rassemblement National guidato da Jordan Bardella e Marine Le Pen. Il sindaco uscente Christian Estrosi punta invece sul recupero e su un possibile sorpasso, facendo leva soprattutto sull’ampia quota di astenuti del primo turno.

Sono oltre 100 mila gli elettori che non si sono presentati alle urne domenica scorsa: un bacino decisivo che potrebbe ribaltare i rapporti di forza, nonostante il divario di circa 15 mila voti tra i due principali contendenti. In questo contesto pesa anche il risultato di Juliette Chesnel-Le Roux, terza classificata al primo turno, il cui elettorato potrebbe risultare determinante.
Situazione diversa ma altrettanto incerta a Menton. La candidata dell’estrema destra Alexandra Masson parte dai 5.276 voti conquistati al primo turno, ma dovrà vedersela con Sandra Paire, sostenuta anche da Louis Sarkozy. L’aggregazione delle forze avversarie porta il totale a 5.494 voti, un margine che sulla carta potrebbe risultare decisivo.
Al di là dei numeri locali, il voto di oggi assume un valore politico più ampio. La Francia che emergerà dalle urne appare sempre più attraversata da dinamiche simili a quelle italiane, con alleanze fluide e polarizzazione crescente.
L’estrema destra beneficia di un contesto internazionale favorevole, mentre il Fronte Repubblicano cerca di resistere facendo leva sui valori tradizionali dell’elettorato moderato.
Il risultato del ballottaggio rappresenta solo l’inizio di una lunga stagione elettorale: all’orizzonte si profilano le presidenziali del 2027, le regionali del 2028 e il rinnovo dell’Assemblea Nazionale nel 2029. Scadenze cruciali che tengono in allerta non solo la politica francese, ma anche i mercati e gli equilibri europei.
Resta da capire se il Fronte Repubblicano saprà trarre una lezione da queste ore e trovare una sintesi efficace, oppure se anche sotto la Tour Eiffel continuerà a soffiare un vento sempre più orientato a destra.
Le risposte arriveranno già questa sera. La Francia osserva, e con essa anche l’Italia, dove il confronto politico guarda con attenzione a quanto accade oltreconfine.






