Sport - 29 marzo 2026, 08:00

Giochi 2030, il “caso Nizza” preoccupa gli organizzatori: Ciotti mette in discussione il piano olimpico

Il nuovo sindaco contesta i piani sulle infrastrutture e apre allo scontro con gli organizzatori. Muselier: “C’è un piano B”

Nicea Palais, il centro stampa dei giochi oilimpici

Nicea Palais, il centro stampa dei giochi oilimpici

L’elezione di Eric Ciotti alla guida di Nizza rischia di trasformarsi in un ostacolo concreto per l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 2030. A meno di quattro anni dall’evento, il progetto entra in una nuova fase di incertezza, aggravata da tensioni politiche e da una governance già fragile.

Durante la campagna elettorale, il leader della destra aveva espresso una posizione netta: sostegno ai Giochi sì, ma non alle modalità previste.

In particolare, Ciotti ha contestato l’utilizzo dell’Allianz Riviera, che secondo il piano dovrebbe essere coperto temporaneamente per ospitare due piste di hockey su ghiaccio.

Una soluzione che comporterebbe mesi di chiusura dell’impianto e lo spostamento dell’OGC Nice, con costi stimati intorno agli 80 milioni di euro.



Il progetto “Alpes 2030” individua nella Baia degli Angeli uno dei poli centrali dei Giochi, destinato a generare circa il 60% degli introiti da biglietteria.

Qui dovrebbero svolgersi hockey su ghiaccio, pattinaggio artistico, short track e curling, oltre alla cerimonia di chiusura. Prevista anche la costruzione del villaggio olimpico e di un nuovo palazzetto per il pattinaggio.

Ma il neo-sindaco propone alternative radicali: dal trasferimento delle gare di pattinaggio al Palazzo delle Esposizioni alla riconversione di una caserma di polizia nel villaggio olimpico, in una zona distante rispetto a quella individuata dagli organizzatori.

Resta invece senza soluzione, al momento, la questione delle sedi per l’hockey.

Le prese di posizione di Ciotti aprono un fronte delicato. Per Renaud Muselier, presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e co-organizzatore dei Giochi insieme all’Auvergne-Rhône-Alpes, si tratta di “un problema reale”. Muselier non esclude modifiche sostanziali: “Se necessario, cambieremo tutto”, ha dichiarato, confermando l’esistenza di un “piano B” senza però fornire dettagli.

Il nodo Nizza arriva in un momento già complesso per il comitato organizzatore, segnato da diverse uscite ai vertici, tra cui quella del direttore generale Cyril Linette. Per garantire continuità, è stato chiamato temporaneamente l’ex prefetto Michel Cadot, già decisivo nell’organizzazione dei Giochi di Olimpiadi di Parigi 2024.

Sul fronte internazionale, il Comitato Internazionale Olimpico mantiene una linea prudente: il progetto resta quello definito negli ultimi anni, senza piani alternativi ufficiali. Tuttavia, la situazione politica locale potrebbe costringere a rivedere le scelte.

La mappa definitiva dei siti olimpici sarà presentata a fine giugno, ma il caso Nizza sarà già al centro delle prossime riunioni del comitato, a partire dal consiglio esecutivo previsto il 20 aprile. Nel frattempo, l’incognita Ciotti si conferma come una delle principali variabili sulla strada verso i Giochi del 2030.


Beppe Tassone

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