Nel cuore di Vallauris, il Musée Magnelli, museo della ceramica, racconta una storia che attraversa secoli di arte e cultura.
Ospitato in un antico priorato dei monaci di Lérins – risalente al XVI secolo e impreziosito da una notevole scala rinascimentale tutelata dal 1951 – il complesso conserva ancora la cappella medievale, unico elemento superstite della struttura originaria.
Dopo la Rivoluzione francese l’edificio divenne residenza privata, ma già negli anni Trenta nacque l’idea di trasformarlo in museo. Il progetto prese forma nel secondo dopoguerra grazie ai mecenati René Batigne e Claire Voight Batigne, protagonisti della rinascita artistica di Vallauris.
Fu proprio nella cappella restaurata che nel 1952 Pablo Picasso realizzò “La Guerra e la Pace”, donata allo Stato francese. Il museo nazionale aprì nel 1959, mentre la città acquistò l’edificio nel 1972, inaugurando nel 1977 l’attuale museo civico, ribattezzato nel 1996 Museo Magnelli.

Musée Magnelli, Vues generales Escalier ©Ville de Vallauris Golfe-Juan © François Fernandez
Oggi il museo custodisce circa 1.500 opere che testimoniano la ricchezza artistica e artigianale della città.
Due i protagonisti principali: Pablo Picasso e Alberto Magnelli. Al piano terra, il percorso permanente dedicato a Picasso racconta il legame profondo tra l’artista e Vallauris, dove visse tra il 1948 e il 1955, attraverso ceramiche, linoleografie e fotografie.
Dal 2022 si sono aggiunte 16 nuove ceramiche uniche, dedicate a Suzanne Ramié.
Il primo piano è interamente dedicato alla ceramica, con un doppio percorso: da un lato le opere di pittori e scultori, dall’altro l’evoluzione della produzione locale, dalle ceramiche d’uso quotidiano fino alle sperimentazioni artistiche contemporanee.
Al secondo piano si trova invece la più importante collezione pubblica dedicata ad Alberto Magnelli, pioniere dell’astrazione, con 46 opere tra cui 19 oli su tela che documentano il suo passaggio dalla figurazione all’arte astratta.

Musée Magnelli, Massier ©Ville de Vallauris Golfe-Juan © François Fernandez
Per l’estate 2026, il museo arricchisce la propria offerta con due mostre temporanee dedicate a figure chiave dell’arte moderna e contemporanea.
Dal 13 giugno al 28 settembre, “D’une flèche mon cœur percé” presenta le sculture di Martial Raysse, nato proprio a Golfe-Juan e tra i fondatori del Nouveau Réalisme. L’esposizione mette in luce il suo lavoro plastico più recente, in equilibrio tra tradizione classica e riflessione contemporanea.
Dal 4 luglio al 28 settembre, la sala Eden ospita “Le ciel pour plafond”, omaggio ad Anton Prinner, artista ungherese attivo tra scultura, pittura e ceramica. Le opere esposte risalgono al periodo trascorso a Vallauris negli anni Cinquanta, quando lavorò all’atelier du Tapis Vert, in un contesto di grande fermento creativo.
Il Museo Magnelli si conferma così un punto di riferimento per la valorizzazione della ceramica e dell’arte del Novecento, capace di coniugare memoria storica e ricerca contemporanea.







