Altre notizie - 06 aprile 2026, 07:00

Nizza rischia di perdere il riconoscimento Unesco: nel mirino il palazzo dei congressi del porto

Una lettera riservata del 2025 mette sotto accusa il complesso OcéaNice: per gli esperti internazionali compromette il valore universale del sito. Il nuovo sindaco valuta lo smantellamento e un progetto alternativo

Nizza rischia di perdere il riconoscimento Unesco: nel mirino il palazzo dei congressi del porto

Un documento rimasto finora riservato potrebbe mettere seriamente a rischio il riconoscimento Unesco di Nizza.

In una lettera datata 5 giugno 2025, l’UNESCO, attraverso il suo organismo tecnico ICOMOS, esprime un giudizio netto: il complesso OcéaNice, che ospita il palazzo dei congressi del porto, rappresenta una minaccia concreta per l’integrità del sito classificato.

Secondo quanto emerge dal documento, la costruzione dei tre edifici del cosiddetto “padiglione del Mare” costituisce una «reale compromissione del valore universale eccezionale» del bene. Un’accusa pesante per una città iscritta dal 2021 nella lista del Patrimonio mondiale come “città di villeggiatura invernale della Riviera”.



Una deroga temporanea per il vertice ONU

L’istituzione internazionale aveva tollerato la realizzazione del complesso esclusivamente in via eccezionale, per consentire lo svolgimento del summit mondiale sull’Oceano, tenutosi a Nizza dal 9 al 13 giugno 2025 con la partecipazione di numerosi capi di Stato.

Concluso l’evento, però, la posizione dell’ICOMOS è diventata inequivocabile: il palazzo dei congressi, concepito come struttura temporanea, non può restare in piedi per anni, come inizialmente previsto dall’amministrazione precedente. Né tantomeno fino al 2030, ipotesi avanzata per utilizzarlo durante i Giochi olimpici.

Il dossier, inoltre, sarebbe destinato a un esame approfondito durante la sessione 2026 del Comitato del Patrimonio mondiale, con una minaccia implicita ma chiara: senza la rimozione di OcéaNice, Nizza potrebbe perdere il suo prestigioso status.

Il richiamo al nuovo sindaco
A distanza di mesi, tuttavia, il complesso è ancora al suo posto. E la questione è ora sul tavolo del nuovo sindaco, Éric Ciotti.

In una comunicazione del 27 marzo, la missione “Nice Patrimoine mondial” ha sollecitato l’avvio di una missione di consulenza dell’Unesco, con l’obiettivo di definire il calendario di smantellamento della struttura e delineare il futuro riassetto dell’area portuale.

Durante la campagna elettorale, Ciotti aveva già espresso forti critiche al progetto, definendolo sui social «un hangar stile Lidl o Amazon» che «rovina la prospettiva del porto».

Una volta eletto, ha ribadito l’intenzione di cambiare rotta: «È stato un errore investire 23 milioni di euro in un edificio provvisorio», ha dichiarato, annunciando un nuovo progetto per un centro congressi stabile.

L’idea è quella di realizzare una struttura più prestigiosa e funzionale, ma prima sarà necessario consolidare la diga del porto, con un investimento stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro.

Il futuro del waterfront di Nizza resta dunque incerto, sospeso tra la tutela del patrimonio e le ambizioni di rilancio infrastrutturale. E con lo spettro, tutt’altro che remoto, di perdere il sigillo Unesco.

Beppe Tassone

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