La prima fase del vasto intervento di ristrutturazione dell’ospedale psichiatrico Sainte-Marie di Nizza è stata completata e consegnata, segnando un passaggio significativo nel percorso di ammodernamento della struttura.
I nuovi edifici sono già operativi e hanno iniziato ad accogliere pazienti e personale sanitario, impegnati in un progressivo adattamento ai nuovi spazi.
Il cambiamento, pur rilevante, richiede un periodo di assestamento per gli operatori, chiamati a riorganizzare le proprie attività in ambienti completamente rinnovati. L’intervento, tuttavia, rappresenta solo una parte di un progetto più ampio: la seconda fase dei lavori è prevista all’inizio del 2028.
La necessità di un ammodernamento era legata alle condizioni ormai superate dei vecchi edifici, ritenute non più adeguate agli standard di cura.
La prima tranche, completata a febbraio, riguarda l’area situata a sinistra dell’edificio principale e comprende cinque unità di psichiatria generale, un’unità di terapia intensiva psichiatrica e diversi servizi logistici, tra cui accoglienza, farmacia, cucina, mensa aziendale, lavanderia e magazzini.
Il trasferimento nei nuovi locali è avvenuto gradualmente e, già all’inizio di marzo, tutte le unità di cura risultavano operative nei nuovi spazi.
Le aree dedicate alla psichiatria generale sono state progettate attorno a patii interni e includono 23 camere singole e una doppia per unità, tutte dotate di servizi privati, oltre a spazi per le famiglie, aree di rilassamento e sale per le attività.
Le nuove soluzioni architettoniche garantiscono maggiore comfort e privacy ai pazienti, grazie anche ad ambienti più luminosi e funzionali e a un completo rinnovamento delle attrezzature.
Tra le novità organizzative, la distribuzione dei farmaci avviene direttamente nelle camere, con benefici in termini di riservatezza e praticità.
Nonostante i miglioramenti, il cambiamento di ambiente può generare disorientamento in alcuni pazienti.
Per questo motivo, la struttura ha previsto un accompagnamento mirato durante la fase di transizione, con l’obiettivo di favorire l’adattamento e ridurre eventuali difficoltà.
Parallelamente, sono stati introdotti nuovi modelli organizzativi, tra cui le unità miste, che rappresentano una delle principali innovazioni del sito. In questi reparti vengono accolti sia pazienti in regime di ricovero volontario sia pazienti sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio, purché le condizioni cliniche lo consentano.
Questo approccio consente una maggiore continuità nel percorso di cura, evitando trasferimenti tra reparti diversi quando cambia il regime di ricovero.
I pazienti possono così essere seguiti dalla stessa équipe multidisciplinare per tutta la durata dell’ospedalizzazione, mantenendo stabilità relazionale e terapeutica.
Le unità, organizzate secondo i principi della psichiatria generale, restano aperte e permettono libertà di movimento nel rispetto delle regole, favorendo lo sviluppo di relazioni e dinamiche utili al processo di cura.
Il risultato è un percorso assistenziale più fluido, coerente e rassicurante per i pazienti.
Nonostante alcuni aggiustamenti ancora in corso, il bilancio della prima fase appare positivo, sia per il personale sanitario sia per i pazienti coinvolti.





