Nel dipartimento delle Alpi Marittime il mercato immobiliare continua a mostrare segnali di stabilità, accompagnati però da aumenti mirati in diverse aree. Secondo i dati diffusi dalla Camera dei notai, nel primo trimestre dell’anno i prezzi non hanno registrato flessioni, confermando una tendenza storicamente orientata alla crescita.
Le rilevazioni, basate sugli atti di compravendita effettivamente conclusi, indicano un incremento medio dell’1,6% per gli appartamenti. Una dinamica che si inserisce in un quadro di lungo periodo caratterizzato da una progressione costante dei valori, rimasta sostanzialmente invariata anche durante la crisi pandemica.
Accanto alla stabilità generale emergono però aumenti più marcati in alcune località. Tra queste si segnalano forti rialzi a Èze (+17,3%), Peymeinade (+12,6%), L’Escarène (+13,8%) e La Trinité (+14,5%), mentre a Grasse si registra un +8,3% e a Saint-André-de-la-Roche un +9,4%.
Crescita più contenuta a Mentone (+3,8%). A Nizza, invece, le zone centrali e quartieri come Riquier, Pasteur e Cimiez mostrano incrementi compresi tra il 5% e il 6,3%.
Il prezzo medio di vendita si attesta intorno ai 227.800 euro per una superficie media di 52 metri quadrati, un dato che evidenzia la prevalenza di immobili di piccola dimensione.
Tuttavia, questo non si traduce in un ritorno significativo dei primi acquirenti: l’aumento dei tassi di interesse sui mutui, destinati ad avvicinarsi al 4% per i prestiti a 25 anni entro fine anno, sta infatti riducendo il potere d’acquisto e limitando l’accesso al credito.
Il mercato appare così sostenuto principalmente da pensionati e lavoratori già proprietari di immobili, che vendono per trasferirsi nella regione, oltre a una quota di acquirenti stranieri che resta inferiore al 10%.
A pesare sull’equilibrio complessivo è anche la scarsità di nuove costruzioni disponibili. La fine degli incentivi legati alla legge Pinel e l’introduzione recente del nuovo status di locatore privato contribuiscono a ridurre l’offerta.
Parallelamente, si osserva una crescita dei prezzi nelle aree dell’entroterra (+12,5%), segnale di uno spostamento verso zone più accessibili, dove è possibile acquistare superfici più ampie. Questa tendenza, tuttavia, comporta una diminuzione dell’offerta disponibile e un conseguente aumento dei valori.
Nonostante le incertezze legate al contesto geopolitico internazionale e alla congiuntura economica, il mercato immobiliare delle Alpi Marittime continua dunque a essere percepito come un bene rifugio, capace di mantenere attrattività anche in fasi di instabilità.





