Eventi - 19 aprile 2026, 13:00

“Core Meu” di Jean-Christophe Maillot: il rito della danza tra tarantella e classico con Les Ballets de Monte-Carlo

Dal 28 al 30 aprile 2026, la nuova versione del balletto va in scena con musica dal vivo di Antonio Castrignanò & Taranta Sounds.

© Les Ballets de Monte-Carlo

© Les Ballets de Monte-Carlo

Presso il Grimaldi Forum – Salle des Princes, sede dei Les Ballets de Monte-Carlo a Monaco, alle ore 19:30, va in scena “Core Meu”, creazione coreografica di Jean-Christophe Maillot, riproposta in una nuova versione. Lo spettacolo è in programma il 28, 29 e 30 aprile 2026, sempre alle ore 19:30.

“Core Meu” si configura come un viaggio coreografico che esplora i temi della trance e del sacrificio, sviluppandosi attraverso un contrasto marcato tra la danza classica sulle punte e la tradizione popolare della tarantella. L’opera conduce lo spettatore ai confini del Mediterraneo, nella regione italiana della Puglia, evocandone le radici culturali e rituali.

Accompagnato dalla musica dal vivo di Antonio Castrignanò e dei suoi musicisti, con la partecipazione di Antonio Castrignanò & Taranta Sounds, il balletto si distingue per l’energia sprigionata da una vasta massa di danzatori. I movimenti collettivi, scanditi dal ritmo ipnotico del tamburello, richiamano direttamente le origini ancestrali della danza, trasformando la scena in un’esperienza immersiva e fisica.

L’ispirazione dell’opera affonda nelle tradizioni del Salento, dove la tarantella veniva praticata nei villaggi come rito collettivo. In passato, la danza era osteggiata dalla Chiesa per il suo carattere erotico, ma veniva tollerata come presunto rimedio contro il morso delle tarantole, in realtà inesistenti nella regione. Superato il divieto, la comunità si abbandonava a una danza intensa e prolungata, in cui trance e seduzione si intrecciavano fino allo sfinimento.

All’interno della coreografia emergono temi universali come l’amore, il desiderio e la morte, elementi ricorrenti nella ricerca artistica di Maillot da oltre quarant’anni. La scrittura scenica alterna momenti di sensualità contenuta a sequenze di forte intensità fisica, costruendo un percorso espressivo coerente e strutturato.

La performance, della durata di circa quaranta minuti, si sviluppa in un crescendo che culmina in un finale di grande impatto visivo ed emotivo. I cinquanta danzatori, esausti, crollano simultaneamente, suggellando il carattere rituale e collettivo dell’opera.

Redazione

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