L’estate 2026 si apre all’insegna della cautela, ma senza rinunciare alle vacanze. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e rincari, i francesi privilegiano mete più vicine, premiando ancora una volta la Provenza-Alpi-Costa Azzurra, che si conferma la destinazione più ambita.
Secondo il Barometro delle vacanze 2026 di Ipsos per Europ Assistance, il 20% degli intervistati sceglierà la regione del Sud della Francia, che resta in testa nonostante un calo di 6 punti rispetto al 2025.
Sul podio anche Occitania e Bretagna (16%), seguite da Alvernia-Rodano-Alpi e Nuova Aquitania (14%).
Il dato si inserisce in un quadro più ampio: se l’80% dei francesi dichiara entusiasmo per le vacanze, le intenzioni di partenza scendono al 76% (-6 punti). A incidere sono soprattutto l’instabilità internazionale e l’aumento del costo della vita.
La geopolitica pesa sempre di più: il 55% considera il rischio di conflitti un fattore decisivo nella scelta della meta, mentre il 63% ammette che le tensioni globali influenzano direttamente la voglia di viaggiare.
Tra le destinazioni percepite come meno sicure figurano Iran, Israele, Afghanistan, Stati Uniti e Russia.
Resta centrale anche il tema economico: il 78% dei francesi afferma che l’inflazione condiziona le scelte e, tra chi rinuncia a partire, il 43% indica il budget come principale ostacolo.
Chi parte, però, mantiene la spesa: il budget medio sale a 1.864 euro, ma si accorciano i soggiorni, scesi a meno di due settimane.
La tendenza più evidente è il ritorno al turismo domestico. Il 68% trascorrerà almeno una parte delle vacanze in Francia e il 51% resterà esclusivamente nel Paese, in forte crescita. In calo invece i viaggi all’estero.
Per chi sceglie mete internazionali, l’Europa resta dominante: l’Italia è al primo posto (10%), seguita da Spagna (9%) e Grecia (5%), mentre gli Stati Uniti escono dalla top five.
Le abitudini confermano un “modello francese” consolidato: mare e vacanze in famiglia restano predominanti, con una preferenza per affitti stagionali e campeggi. L’auto si conferma il mezzo più utilizzato.
Infine, cresce, seppur lentamente, il ruolo dell’intelligenza artificiale: il 19% dei francesi l’ha già utilizzata per organizzare un viaggio, segnale di un cambiamento destinato ad accelerare.
In un contesto globale incerto, l’estate 2026 si profila dunque più prudente e domestica, ma con una certezza: la voglia di partire resta forte.






