Eventi - 08 maggio 2026, 10:00

Saint-Tropez celebra il mito Bardot: in mostra il film che rivoluzionò il cinema

Al Musée de la Gendarmerie et du Cinéma un viaggio nei 70 anni di “E Dio… creò la donna”, tra scandalo, rivoluzione culturale e nascita di un’icona senza tempo

Musée de la gendarmerie et du cinéma Saint-Tropez

Musée de la gendarmerie et du cinéma Saint-Tropez

A settant’anni dalla sua uscita, “Et Dieu… créa la femme” torna protagonista a Saint-Tropez con una grande mostra che ne ripercorre storia, impatto e eredità. L’esposizione, allestita all’Expo Musée de la Gendarmerie et du Cinéma, sarà visitabile fino al 7 marzo 2027 e rappresenta un omaggio a uno dei film più dirompenti della storia del cinema. 

Non si tratta soltanto di una celebrazione cinematografica, ma di un vero e proprio racconto culturale: il film diretto da Roger Vadim nel 1956 segnò una svolta epocale, imponendo una nuova rappresentazione del corpo femminile e consacrando definitivamente Brigitte Bardot come icona mondiale. 



Il film che cambiò tutto
Quando uscì nelle sale, E Dio… creò la donna fu un autentico terremoto. Ambientato in una Saint-Tropez ancora lontana dall’immagine glamour odierna, il film racconta la storia di Juliette Hardy, giovane donna libera e sensuale interpretata da Bardot.

Una figura rivoluzionaria, lontana dagli stereotipi dell’epoca, che contribuì a ridefinire i codici del cinema e della società. 

Iniziňialmente accolto con scandalo e censura, il film trovò il suo successo internazionale soprattutto negli Stati Uniti, per poi tornare in Francia consacrato come fenomeno globale. 

La nascita di un mito: Bardot e Saint-Tropez
Uno dei fulcri della mostra è il legame indissolubile tra l’attrice e la cittadina della Costa Azzurra. Prima del 1956, Saint-Tropez era un tranquillo porto mediterraneo; dopo il film, divenne una meta iconica e simbolo del jet set internazionale. 

Allo stesso modo, Brigitte Bardot divenne il volto di una nuova femminilità: spontanea, libera, naturale. La cosiddetta “Bardomania” travolse intere generazioni, influenzando moda, costume e immaginario collettivo ben oltre il grande schermo. 



Un percorso tra immagini, oggetti e memoria
L’esposizione propone un viaggio immersivo attraverso materiali d’epoca, fotografie inedite, manifesti internazionali e oggetti iconici che testimoniano la portata globale del film.

Ampio spazio è dedicato anche al lavoro del fotografo di scena Léo Mirkine, le cui immagini hanno contribuito a fissare per sempre il mito Bardot. 

Non manca un approfondimento sul contesto storico: la Francia degli anni Cinquanta, sospesa tra conservatorismo e desiderio di cambiamento, terreno fertile per l’esplosione di una nuova cultura giovanile. 

Un’eredità ancora viva
La mostra si chiude con una riflessione sull’eredità del film, considerato oggi un’opera precorritrice della Nouvelle Vague. Girato in gran parte in esterni, con uno stile innovativo e un’attenzione inedita al corpo e alla spontaneità, il lavoro di Vadim ha aperto la strada a una nuova generazione di cineasti. 

A rendere l’omaggio ancora più significativo è la recente scomparsa di Brigitte Bardot nel 2025, che conferisce all’esposizione una dimensione ancora più intensa e commemorativa. 

Tra cinema, costume e società, Saint-Tropez celebra così non solo un film, ma la nascita di un mito destinato a rimanere impresso nella storia culturale del Novecento.

Beppe Tassone

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