Ad Antibes scatta l’allarme sicurezza informatica dopo che un hacker è riuscito a prendere il controllo di alcuni radar pedagogici, i dispositivi luminosi che segnalano la velocità agli automobilisti.
L’episodio, tutt’altro che un semplice malfunzionamento tecnico, è stato rivendicato da un pirata informatico noto con lo pseudonimo “Aero”.
Negli ultimi giorni, lungo le strade di Antibes-Juan-les-Pins, diversi pannelli hanno iniziato a mostrare messaggi anomali e provocatori: numeri sostituiti da simboli, lettere al posto delle classiche emoticon e persino scritte volgari apparse al passaggio delle auto. Un’azione dimostrativa che ha attirato l’attenzione di cittadini e amministrazione.
L’obiettivo: denunciare una vulnerabilità
Lo stesso hacker ha spiegato le ragioni del gesto: mettere in luce le falle nei sistemi di sicurezza di questi dispositivi. Secondo quanto dichiarato, sarebbe stato possibile modificare parametri fondamentali come i limiti di velocità e i messaggi visualizzati.
Un accesso non autorizzato che, se sfruttato con intenzioni malevole, potrebbe avere conseguenze ben più gravi. “Il problema non è un insulto su un pannello – ha sottolineato – ma il fatto che chiunque possa manipolare strumenti pensati per la sicurezza stradale”.
Il messaggio lanciato è chiaro: la fiducia totale nelle tecnologie, senza adeguati controlli, rappresenta un rischio crescente.
La risposta del Comune
L’amministrazione comunale ha confermato l’atto di pirateria, precisando che gli impianti coinvolti appartengono in gran parte a una generazione più datata, con sistemi di protezione meno aggiornati, in particolare nella gestione delle password.
Dal Comune rassicurano tuttavia che la funzione principale dei radar, la rilevazione e visualizzazione della velocità, non è mai stata compromessa.
Subito dopo la scoperta dell’intrusione, i dispositivi interessati sono stati temporaneamente disattivati per consentire verifiche tecniche e aggiornamenti dei sistemi di sicurezza.
Parallelamente, il Comune ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia contro ignoti e di lavorare con il proprio fornitore per ripristinare il servizio in condizioni di maggiore sicurezza.
Un precedente che fa riflettere
Non è la prima volta che Antibes si trova a fare i conti con vulnerabilità tecnologiche. Nell’estate del 2019, una colonnina interattiva installata in città e dotata di tecnologia NFC, pensata per fornire informazioni turistiche, era stata hackerata e reindirizzava gli utenti verso contenuti pornografici.
Anche in quel caso fu necessario un intervento urgente per disattivare il sistema e avviare azioni legali. Episodi che evidenziano come la sicurezza delle infrastrutture urbane connesse rappresenti una sfida sempre più attuale per le amministrazioni locali.
Sicurezza digitale e città intelligenti
Il caso riapre il dibattito sulla protezione delle cosiddette “smart city”, dove dispositivi connessi, dai pannelli stradali ai sensori urbani, sono sempre più diffusi.
Esperti di cybersecurity sottolineano come molti sistemi pubblici, soprattutto quelli installati anni fa, non siano stati progettati per resistere agli attacchi informatici moderni.
Aggiornamenti software, sistemi di autenticazione più robusti e controlli regolari diventano quindi indispensabili per evitare che strumenti pensati per migliorare la sicurezza si trasformino, paradossalmente, in potenziali punti deboli.





