Altre notizie - 25 maggio 2026, 19:00

Sulla Promenade, la vita scorre in punta di luce: gli scatti di Silvia Assin raccontano Nizza

Tra amori quotidiani, infanzie curiose e sogni condivisi, una sequenza fotografica restituisce l’anima senza tempo della Promenade des Anglais

Vivere la Promenade, fotografie di Silvia Assin

Vivere la Promenade, fotografie di Silvia Assin

C’è un tempo sospeso, quasi impercettibile, che si deposita lungo la Promenade des Anglais nei giorni di fine maggio.

Non è soltanto il preludio all’estate mediterranea, ma un momento in cui la città sembra rallentare per raccontarsi. È qui che si inserisce lo sguardo sensibile di Silvia Assin, capace di trasformare frammenti di quotidianità in un racconto corale, intimo e universale.

Le sue fotografie – una sequenza “firmata” che ha per filo conduttore il celebre lungomare di Nizza, non inseguono l’eccezionale.

Al contrario, scelgono la misura discreta della vita ordinaria: mani che si intrecciano, coppie che si cercano prima e dopo l’amore, genitori che spingono passeggini con la stessa dedizione con cui si custodiscono i sogni.

È una narrazione fatta di piccoli gesti, dove il tempo sembra dilatarsi tra un passo e l’altro.

C’è l’infanzia che osserva e impara: bambini curiosi si affacciano oltre le reti di un campo da volley sulla spiaggia, come spettatori di un mondo ancora tutto da scoprire.

E poi le madri, sospese tra cura e fatica, i ragazzi che camminano affiancati immaginando un futuro possibile, magari condiviso. Scene che potrebbero appartenere a qualsiasi città, e che invece qui assumono una luce particolare, riflessa dal mare e dalla storia.

Non mancano i dettagli che restituiscono il respiro della Promenade: le bolle di sapone che galleggiano leggere nell’aria, le orchestrine improvvisate che scandiscono il ritmo del pomeriggio, una birra o un caffè consumati seduti sul muretto, con lo sguardo rivolto all’orizzonte.

Elementi minimi, ma essenziali, che compongono una vera e propria “commedia umana” contemporanea.



Silvia Assin si conferma così dalla parte della gente, fedele a un’idea di fotografia che non spettacolarizza ma osserva, che non invade ma accompagna. I suoi scatti diventano una testimonianza delicata e potente: raccontano Nizza senza retorica, affidandosi alla verità dei gesti e alla poesia del quotidiano.

E in quel susseguirsi di immagini, la Promenade non è più soltanto un luogo: diventa uno stato d’animo condiviso, un racconto aperto in cui ognuno può riconoscersi.

Beppe Tassone

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