Business - 31 maggio 2026, 11:26

Crescita globale e nuove sfide economiche al Monaco Economic Board, prospettive dell’economia mondiale tra Cina, Stati Uniti ed Europa

Oltre 90 rappresentanti del mondo economico e finanziario del Principato hanno partecipato alla conferenza organizzata dal MEB con il sostegno di EFG Bank Monaco, durante la quale l’economista Christophe Barraud ha illustrato le sue analisi sulle prospettive della crescita mondiale.

Monaco Economic Board ©DR

Martedì 26 maggio, presso il ristorante Marius, il Monaco Economic Board (MEB) ha organizzato una nuova conferenza dedicata alla congiuntura economica mondiale, accogliendo come relatore Christophe Barraud, Responsabile della Gestione Discrezionale e della Ricerca presso Lior Global Partners e tra i previsori economici più premiati a livello internazionale. L’evento, appuntamento annuale particolarmente seguito dalla comunità finanziaria e imprenditoriale del Principato di Monaco, si è svolto con il prezioso sostegno di EFG Bank Monaco.

Nel suo intervento di apertura, Michel Dotta, Presidente del MEB, ha ricordato come Christophe Barraud sia stato classificato in numerose occasioni da Bloomberg come miglior previsore economico al mondo per le sue analisi relative a Stati Uniti, Eurozona e Cina. Anche Matteo Mescolini, Direttore Generale di EFG Bank Monaco, ha preso la parola per sottolineare la competenza del relatore e ribadire l’impegno della banca a favore della comunità economica del Principato.

Nel corso della conferenza, Christophe Barraud ha delineato il quadro di un’economia globale sempre più frammentata, caratterizzata da divergenze tra economie, politiche monetarie e traiettorie fiscali, oltre che da persistenti incertezze geopolitiche, politiche e climatiche. Secondo le sue previsioni, tali fattori continueranno a pesare sull’attività economica mondiale, con una crescita globale attesa al 2,8% nel 2026 rispetto al 3,4% dell’anno precedente. Si tratterebbe della prima volta, dalla crisi legata al Covid-19, che la crescita mondiale scenderebbe sotto la soglia del 3%.

L’economista ha quindi approfondito l’analisi delle tre principali potenze economiche mondiali, evidenziando dinamiche profondamente differenti.

Per quanto riguarda la Cina, Barraud ha sottolineato che la crescita del primo trimestre, pari al 5%, poggia su basi fragili, sostenute principalmente da un’espansione temporanea del settore finanziario e da una produzione industriale orientata alle esportazioni. La domanda interna continua infatti a risentire della persistente crisi del mercato immobiliare. Per contrastare il rallentamento economico e le restrizioni commerciali occidentali, Pechino sta attuando un’importante strategia di trasformazione economica nell’ambito del proprio piano quinquennale, con consistenti iniezioni di liquidità e investimenti destinati all’autosufficienza tecnologica e ai settori ad alto valore aggiunto, tra cui semiconduttori, intelligenza artificiale e veicoli elettrici. La crescita cinese è prevista al 4,6% nel 2026.

Negli Stati Uniti, nonostante le incertezze, l’economia dovrebbe evitare una recessione nel 2026, registrando una crescita stimata del 2,2%. Secondo Barraud, questo risultato sarà sostenuto da diversi fattori, tra cui il significativo stimolo fiscale avviato da Donald Trump attraverso il “One Big Beautiful Bill Act”, la capacità di spesa delle fasce di popolazione più abbienti e il proseguimento degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale, considerata uno dei principali motori di crescita del Paese.

L’economista ha tuttavia evidenziato l’esistenza di una ripresa definita “a K”, caratterizzata da andamenti divergenti tra i diversi segmenti della società. Mentre i mercati finanziari continuano a registrare risultati positivi, le famiglie a basso reddito affrontano crescenti difficoltà economiche, con un aumento dei casi di insolvenza sui crediti al consumo. L’inflazione media dovrebbe attestarsi al 3,4%, limitando le possibilità della Federal Reserve di procedere a una riduzione dei tassi di interesse nel corso dell’anno.

L’Europa appare invece come l’area maggiormente penalizzata dal contesto internazionale. L’aumento dei prezzi dell’energia legato alle tensioni in Medio Oriente e l’applicazione dei dazi doganali statunitensi stanno incidendo negativamente sull’Eurozona, che si trova ad affrontare un concreto rischio di stagflazione. La situazione si traduce in una contrazione dell’attività economica, particolarmente evidente nei servizi e nel settore dell’ospitalità, mentre il maggiore rigore adottato dalle banche nella concessione del credito continua a frenare gli investimenti delle imprese. Per il 2026, Barraud prevede una crescita limitata allo 0,5% e un’inflazione in aumento al 3,1%, trainata principalmente dai costi energetici, con il conseguente permanere del rischio di una recessione tecnica.

Al termine della presentazione, il dibattito con il pubblico si è concentrato soprattutto sulla Cina, tema che ha suscitato particolare interesse tra gli oltre 90 decisori presenti. Un’attenzione che anticipa la prossima missione economica che il Monaco Economic Board organizzerà nel Paese asiatico nel corso dell’autunno.

La serata si è conclusa con un cocktail di networking che ha offerto ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi direttamente con Christophe Barraud, apprezzato per la sua capacità di rendere accessibili e comprensibili le dinamiche più complesse dell’economia mondiale.

Monaco Economic Board ©DR

Christophe Barraud ©DR

Redazione