Politica - 01 giugno 2026, 07:00

Guerra politica sui Giochi 2030: Nizza perde il ghiaccio e scoppia lo scontro Ciotti-Muselier

Accuse incrociate, rotture nella maggioranza regionale: tre consiglieri abbandonano il gruppo. Il caso olimpico accende la politica azzurra alla vigilia dell’estate

Alpi Olimpiche

Alpi Olimpiche

Nizza resta fuori dalle competizioni su ghiaccio delle Olimpiadi invernali 2030 e la politica locale esplode.

Dopo l’annuncio ufficiale del 29 maggio sul trasferimento di tutte le prove a Lione, si è aperto un duro scontro istituzionale tra il sindaco Éric Ciotti e il presidente della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Renaud Muselier, con toni sempre più accesi e conseguenze immediate sugli equilibri della maggioranza regionale.

Il primo cittadino di Nizza non ha usato mezzi termini. In una lettera inviata il 30 maggio, Ciotti attribuisce a Muselier la responsabilità della “sconfitta”, accusandolo di rigidità e incapacità di adattamento.

Nel mirino, la scelta di puntare esclusivamente sull’Allianz Riviera come sede per una pista temporanea di hockey, nonostante, secondo il sindaco, fossero state avanzate alternative concrete e sostenute da studi tecnici.

Una posizione definita “dogmatica” e “scollegata dalla realtà”, che avrebbe portato all’impasse finale.

Ciotti contesta anche le stime economiche diffuse dalla Regione, che quantificano tra gli 800 milioni e 1,1 miliardi di euro le perdite legate alla rinuncia. Numeri che il sindaco giudica “grotteschi”, liquidandoli con ironia come poco credibili.

Di tutt’altro avviso Muselier, che poche ore prima aveva indicato proprio nel rifiuto di adattare temporaneamente lo stadio di Nizza la causa determinante della perdita delle gare olimpiche.

Una decisione politica, sostiene il presidente, che ha impedito alla città di restare nel progetto olimpico.

La tensione ha rapidamente travolto anche il Consiglio regionale. Tre esponenti della maggioranza (Roger Roux, Bruno Bettati e Colette Fabron) hanno annunciato l’uscita dal gruppo “Notre Région d’Abord”, pur mantenendo il seggio.

Nella loro presa di posizione accusano Muselier di aver portato avanti con ostinazione una soluzione contestata da numerosi amministratori locali e operatori del settore sportivo, contribuendo direttamente al fallimento.

Il caso si trasforma così in una crisi politica interna. Ciotti ha elogiato pubblicamente la scelta dei tre consiglieri, parlando di “coraggio” di fronte a quella che definisce una gestione “fallimentare”.

La replica della Regione non si è fatta attendere: in una nota congiunta, Muselier e il capogruppo Pierre-Paul Leonelli accusano il sindaco di aver trasformato un insuccesso amministrativo in uno scontro politico, attribuendogli responsabilità “bassemente politiche”.

Al centro della disputa resta una questione strategica: il ruolo di Nizza nel progetto olimpico delle Alpi francesi 2030, assegnato nel 2024 dal Comitato Olimpico Internazionale. Il dossier iniziale prevedeva un equilibrio tra le diverse sedi, con la Costa Azzurra protagonista per alcune discipline.

Il trasferimento delle gare su ghiaccio a Lione segna invece un ridimensionamento significativo per il territorio.

Oggi, 1° giugno, Muselier terrà una conferenza stampa dal titolo emblematico: “Nizza perde i Giochi: anatomia e conseguenze di una débâcle”.

Al centro dell’intervento ci saranno soprattutto gli aspetti economici e le ricadute per la regione, ma il clima politico resta incandescente.

A meno di quattro anni dall’apertura dei Giochi, il progetto olimpico francese si trova così a fare i conti non solo con le sfide organizzative, ma anche con profonde divisioni politiche interne. E il caso Nizza rischia di lasciare strascichi ben oltre l’estate.

Beppe Tassone

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