Il progetto di un secondo porto a ovest di Nizza torna al centro del dibattito pubblico. A rilanciare l’ipotesi è stato Éric Ciotti, che ha annunciato l’intenzione di avviare studi di fattibilità approfonditi.
Una proposta che divide la politica locale ma che trova il sostegno del comitato dei residenti del quartiere del porto storico.
Secondo quanto emerso durante l’ultima assemblea dell’associazione, la realizzazione di una nuova infrastruttura portuale nell’area occidentale della città rappresenterebbe una soluzione concreta per alleggerire la pressione urbanistica e ambientale sul bacino storico.
Il presidente del comitato, Jean-Michel Bidart, aveva già presentato ai residenti un progetto preliminare localizzato nei pressi dell’aeroporto, anticipando di fatto il dibattito politico.

Un’idea ciclica nel tempo
L’ipotesi di un secondo porto non è nuova: da decenni riaffiora periodicamente nel dibattito urbanistico cittadino senza mai tradursi in un intervento concreto. Oggi, tuttavia, il contesto infrastrutturale e tecnologico appare mutato, rendendo il progetto nuovamente attuale.
I sostenitori sottolineano come la posizione proposta presenti vantaggi strategici evidenti, tra cui la vicinanza immediata all’autostrada, all’aeroporto internazionale di Nizza Costa Azzurra e alla futura stazione multimodale.
Un nodo logistico che potrebbe trasformarsi in un hub integrato per il trasporto di merci e passeggeri.
Riduzione del traffico e delle emissioni
Tra gli argomenti principali avanzati dal comitato figura la necessità di ridurre l’impatto ambientale complessivo della città.
La delocalizzazione di parte delle attività portuali consentirebbe infatti di deviare il traffico pesante fuori dal centro urbano, con benefici diretti in termini di qualità dell’aria e inquinamento acustico, soprattutto nei quartieri orientali.
In particolare, il nuovo porto permetterebbe ai mezzi pesanti, come i camion per il trasporto di materiali, di accedere direttamente alla rete autostradale senza attraversare la città.
Analogamente, il traffico legato ai traghetti, in particolare quelli operati da Corsica Ferries, verrebbe alleggerito, evitando il passaggio attraverso il centro cittadino.
Un hub per la mobilità del futuro
Il progetto viene inoltre presentato come un’opportunità per migliorare la mobilità complessiva della regione.
La vicinanza con aeroporto e ferrovia faciliterebbe gli spostamenti dei viaggiatori in transito, mentre si ipotizza anche la creazione di collegamenti marittimi veloci tra Nizza e Monaco, con parcheggi dedicati per favorire l’intermodalità e ridurre il traffico lungo le tre Corniches, già fortemente congestionate.
Un’infrastruttura moderna consentirebbe inoltre l’elettrificazione delle banchine, una soluzione sempre più diffusa nei porti europei per ridurre le emissioni delle navi in sosta, in linea con gli obiettivi ambientali dell’Unione Europea.
Le ombre del passato e le critiche
Non mancano tuttavia le criticità. L’area individuata è segnata dal ricordo del crollo del 16 ottobre 1979 durante i lavori di ampliamento dell’aeroporto, tragedia che causò 11 vittime.
Il comitato riconosce la gravità dell’evento, ma sottolinea come le tecnologie ingegneristiche abbiano compiuto progressi significativi negli ultimi cinquant’anni, rendendo oggi possibili interventi più sicuri.
Sul fronte politico, le opposizioni. in particolare quelle di sinistra, continuano a definire il progetto un errore sia dal punto di vista economico sia ambientale, temendo un impatto negativo sull’ecosistema costiero e un trasferimento delle criticità dai quartieri orientali a quelli occidentali.
Un equilibrio ancora da trovare
Il confronto resta aperto. Se da un lato i residenti del porto storico vedono nel nuovo scalo una possibilità concreta di migliorare la qualità della vita, dall’altro emerge il rischio di spostare semplicemente altrove problemi legati a traffico, rumore e impatto ambientale.
La questione del secondo porto di Nizza si inserisce così in una riflessione più ampia sul futuro urbanistico della città, chiamata a bilanciare sviluppo economico, sostenibilità e qualità della vita dei cittadini.
I prossimi studi di fattibilità annunciati saranno decisivi per capire se l’ipotesi potrà finalmente trasformarsi in realtà o resterà, ancora una volta, un progetto sulla carta.






