Altre notizie - 03 giugno 2026, 07:00

Energia, Massimo Romagnoli: “Emissioni e carbon footprint cambiano il mercato europeo”

Energia, Massimo Romagnoli: “Emissioni e carbon footprint cambiano il mercato europeo”

La transizione energetica europea sta modificando il modo in cui le imprese valutano costi, investimenti e competitività. Per anni il tema delle emissioni è rimasto confinato soprattutto alle politiche ambientali e alla comunicazione aziendale; oggi la CO2 è diventata una variabile economica che incide direttamente sull’accesso al credito, sui rapporti con i clienti, sulla partecipazione ai bandi europei e sulla capacità di restare competitivi nei mercati internazionali.

La progressiva applicazione delle normative europee, dal Green Deal alla Direttiva RED III fino al sistema ETS, sta accelerando un processo che coinvolge industria, trasporti, logistica ed energia.

Le aziende si trovano sempre più spesso nella condizione di dover documentare il proprio impatto ambientale in modo preciso e verificabile. Non basta più dichiarare obiettivi generici di sostenibilità: servono dati certificati, sistemi di misurazione affidabili e strumenti in grado di dimostrare quanto un’impresa inquina, quanto riesce a ridurre le proprie emissioni e quali meccanismi utilizza per compensarle.

La carbon footprint sta entrando nei bilanci industriali come un elemento destinato a incidere sulla reputazione economica delle aziende tanto quanto la qualità del prodotto o la solidità finanziaria.

Secondo Massimo Romagnoli, imprenditore italiano attivo nel settore energetico europeo, “la sostenibilità non è più un tema separato dall’economia reale. Le imprese stanno capendo che le emissioni avranno un peso sempre più concreto nella capacità di competere, soprattutto nei rapporti internazionali e nei settori ad alta intensità logistica”. Il tema riguarda in particolare il sistema produttivo europeo, chiamato a conciliare obiettivi ambientali, stabilità industriale e competitività globale in un contesto caratterizzato da forti tensioni sui costi energetici e sulle catene di approvvigionamento.

In questo scenario sta assumendo un ruolo crescente il mercato dei carbon credit e dei sistemi di compensazione certificata. Il carbonio, progressivamente, si sta trasformando da costo ambientale a parametro economico. Le imprese che riusciranno a integrare strumenti di monitoraggio e riduzione delle emissioni nei propri processi produttivi avranno maggiori possibilità di accedere a finanziamenti, partnership industriali e mercati regolamentati. Al tempo stesso, il rischio è che le piccole e medie imprese restino penalizzate dalla complessità tecnica e normativa di questa trasformazione.

Uno dei comparti più coinvolti è quello della logistica e dei carburanti. Il trasporto merci continua a dipendere in larga parte dai carburanti liquidi e deve affrontare contemporaneamente la pressione normativa europea e la necessità di garantire continuità operativa.

In questo contesto stanno trovando spazio soluzioni come l’HVO, biocarburante avanzato utilizzabile senza modifiche ai motori o alle infrastrutture esistenti, insieme a sistemi di calcolo della carbon footprint sempre più integrati nei servizi energetici.

Massimo Romagnoli guida in Germania DKS Fuels GmbH, società attiva nella distribuzione di carburanti tradizionali e soluzioni energetiche a basse emissioni, con attività legate alla logistica energetica e ai sistemi di monitoraggio ambientale. “Il punto non è scegliere tra sostenibilità e industria, ma costruire modelli capaci di tenere insieme entrambe le esigenze”, osserva Romagnoli. “Le aziende che sapranno integrare dati ambientali, efficienza logistica e continuità delle forniture avranno un vantaggio competitivo crescente nei prossimi anni”.

La trasformazione in corso sta modificando anche il concetto stesso di competitività europea. Se in passato il vantaggio industriale si misurava soprattutto sul costo della produzione e sulla qualità manifatturiera, oggi entrano in gioco nuovi indicatori: emissioni certificate, tracciabilità delle filiere, capacità di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere la produttività. La CO2, da tema ambientale, si sta progressivamente trasformando in un elemento strutturale dell’economia industriale europea.









 

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I.P.

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