Proteggere il Mediterraneo partendo da una delle sue specie più emblematiche e vulnerabili: il polpo. È questo l’obiettivo della nuova campagna di sensibilizzazione lanciata dal Comune di Cannes, impegnato da anni in una politica attiva per la tutela dell’ambiente marino.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione locale “Anges de Poulpes”, mira a informare cittadini, pescatori e turisti sull’importanza di adottare comportamenti responsabili, soprattutto nei periodi più delicati per la riproduzione della specie.
Non si tratta di vietare la pesca, ma di promuovere pratiche sostenibili in grado di preservare l’equilibrio dell’ecosistema.
«Il mare è uno spazio di libertà che deve restare compatibile con la salvaguardia della biodiversità», ha dichiarato il sindaco David Lisnard, sottolineando come il rispetto dei cicli naturali del polpo sia fondamentale per garantire il rinnovamento delle specie e la tutela duratura del litorale.

Specie chiave della catena alimentare marina, il polpo è oggi minacciato da diversi fattori: il riscaldamento e l’acidificazione delle acque, la pesca intensiva, la cattura di esemplari giovani e il fenomeno crescente del bracconaggio.
Durante il periodo riproduttivo, che va principalmente da maggio a settembre, le femmine risultano particolarmente esposte, rendendo ancora più urgente un’azione di tutela.
La campagna, avviata all’inizio di giugno 2026, prevede l’installazione di pannelli informativi nelle aree più frequentate del litorale, tra cui le spiagge del Mouré Rouge, Palm Beach e Bijou Plage, oltre al rond-point Gould.
Parallelamente, l’associazione “Anges de Poulpes”, fondata da Marie Muzard e composta da circa sessanta volontari, intensifica le attività educative rivolte a scuole e cittadini, con incontri, laboratori e iniziative sui social media.
Questa azione si inserisce in una strategia più ampia portata avanti dal Comune di Cannes dal 2014 per la difesa del Mediterraneo.
Tra le misure adottate figurano la regolamentazione della pesca ricreativa, l’introduzione di una “Carta Crociere” con standard ambientali più stringenti, la riduzione degli scali delle grandi navi e la creazione di aree marine protette.
Particolarmente significativa è anche la realizzazione dell’ecomuseo sottomarino al largo dell’isola Sainte-Marguerite, affiancata da interventi di ripristino delle praterie di posidonia e dalla creazione di zone di ormeggio regolamentato.
A queste si aggiungono iniziative come l’installazione di reti per la raccolta dei rifiuti e la creazione di nursery per i pesci nei porti cittadini.
Un insieme di interventi che conferma l’impegno della città francese nel coniugare sviluppo turistico e sostenibilità, puntando sulla tutela concreta del patrimonio naturale del Mediterraneo.






