In occasione del 50° anniversario dell'Accordo RAMOGE, la Direction des Services Judiciaires del Principato di Monaco ha accolto giovedì 25 giugno una delegazione di esperti e procuratori provenienti dall'area geografica interessata dall'accordo, da Marsiglia a Genova, insieme a numerose personalità, alla vigilia delle celebrazioni ufficiali.
Firmato il 10 maggio 1976, in continuità con un'iniziativa promossa già nel 1970 dal Principe Ranieri III, l'Accordo RAMOGE rappresenta da mezzo secolo un riferimento per la cooperazione tra Monaco, Francia e Italia nella tutela dell'ambiente marino del Mediterraneo.
Prendendo come base l'esercitazione fittizia RAMOGEpol del 22 giugno 2026, Jean-Yves Lourgouilloux, procuratore aggiunto della Repubblica di Marsiglia, Fabrizio Givri, sostituto procuratore di Genova, e Morgan Raymond, procuratore generale aggiunto di Monaco, hanno confrontato le rispettive procedure penali dei tre Paesi, mettendo in evidenza analogie e differenze che potrebbero rappresentare un ostacolo a una cooperazione giudiziaria efficace nei casi di inquinamento marittimo, sia volontario sia involontario, caratterizzati dalla loro natura transnazionale.
Nel corso dell'incontro sono stati inoltre esaminati e valutati i principali strumenti di cooperazione penale a livello internazionale, europeo e bilaterale, verificandone l'efficacia rispetto alle esigenze operative. Le conclusioni del lavoro sono state presentate pubblicamente davanti a una cinquantina di partecipanti riuniti presso il Consiglio di Stato.
Oltre al valore formativo dell'iniziativa, l'incontro ha evidenziato il ruolo fondamentale della cooperazione giudiziaria internazionale nella lotta ai reati contro l'ambiente marino. Poiché l'inquinamento del mare non conosce confini, l'efficacia dell'azione giudiziaria dipende dalla rapidità dello scambio di informazioni, dalla conoscenza reciproca dei sistemi giuridici e dal rapporto di fiducia tra le autorità competenti.
L'esercitazione ha consentito ai partecipanti di confrontare le rispettive prassi operative, individuare le possibili criticità che potrebbero emergere in situazioni reali e rafforzare i meccanismi di coordinamento tra le procure coinvolte, confermando la volontà condivisa di Monaco, Francia e Italia di proseguire e approfondire la cooperazione per garantire una tutela sempre più efficace del Mar Mediterraneo e della sua biodiversità.





