Escursione nel Mercantour, ai confini con l’Italia, per Danilo Radaelli che si è avventurato fino a Saint-Étienne-de-Tinée.
Dalle radici antiche alla vocazione turistica moderna, il borgo delle Alpi Marittime conquista tra cultura, paesaggi e sapori autentici
Nel cuore del Parco Nazionale del Mercantour, tra cime che superano i 3000 metri, Saint-Étienne-de-Tinée si conferma una delle destinazioni più affascinanti dell’entroterra nizzardo.
A soli 90 chilometri da Nizza, questo borgo alpino a 1140 metri di altitudine unisce tradizione, patrimonio storico e una forte vocazione turistica, grazie anche alla vicina stazione sciistica di Auron, distante appena 7 chilometri.
Passeggiare tra le vie del centro storico significa immergersi in un mosaico di colori e dettagli: facciate pastello, meridiane, fontane e affreschi raccontano una storia secolare ancora viva.
Il paese conserva un’identità autentica, tipica dei villaggi della valle della Tinée, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e la montagna detta ancora i ritmi della vita quotidiana.

Tra i principali punti di interesse spicca la chiesa di Saint-Étienne, ricostruita nel XVIII secolo, con un campanile risalente al 1492, simbolo della continuità storica del borgo.
Di grande valore anche le numerose cappelle, tra cui quella dei Trinitari (XVII secolo), di Saint-Sébastien (XV secolo), di Saint-Michel dei penitenti neri e di Saint-Maur, testimonianze di una profonda tradizione religiosa e artistica.
A completare l’offerta culturale, i musei delle Tradizioni locali, del latte e della scuola offrono uno spaccato della vita di un tempo.

Le origini di Saint-Étienne-de-Tinée affondano probabilmente nella preistoria. Conosciuta dai Romani come Insula Daeliae e poi dai primi cristiani come Sancti Stephani Tinaesis, la località ha attraversato secoli di dominazioni e trasformazioni.
Per lungo tempo sotto il controllo dei Savoia, fu annessa alla Francia nel 1860. La sua storia è segnata anche da difficoltà: l’isolamento geografico rese la vita particolarmente dura fino all’inizio del Novecento, quando lo sviluppo delle infrastrutture e l’arrivo dell’automobile favorirono una nuova crescita.
Un incendio devastante nel 1929 distrusse gran parte del villaggio, ma la comunità seppe ricostruire preservandone l’identità.

Oggi Saint-Étienne-de-Tinée è una meta ideale in tutte le stagioni. In inverno, Auron attira sciatori e appassionati di sport sulla neve con un comprensorio moderno e panoramico.
In estate, invece, il territorio si trasforma in un paradiso per escursionisti e amanti della natura, con sentieri che si snodano tra laghi alpini, boschi e vette spettacolari del Mercantour.
Non meno importante è la tradizione gastronomica, tramandata di generazione in generazione.
La cucina locale è un incontro tra sapori di montagna e influenze provenzali: gnocchi, ravioli, pasta verde con spinaci selvatici, polenta nera e zuppa di ortiche raccontano una cultura culinaria semplice ma ricca.
Tra le specialità spiccano anche i fiori di zucca fritti, il caffè d’orzo, le marmellate artigianali, il miele di montagna, il pan di zenzero e i formaggi locali.
Autentico crocevia tra storia, natura e tradizioni, Saint-Étienne-de-Tinée rappresenta oggi una destinazione capace di offrire esperienze genuine, lontano dal turismo di massa ma ricca di emozioni, in uno degli angoli più suggestivi delle Alpi francesi.













