Ambiente - 12 luglio 2026, 07:00

Siccità, stretta sull’acqua in Costa Azzurra: scattano divieti in 30 comuni

Temperature record e piogge insufficienti: la prefettura corre ai ripari. Stop a piscine private, auto lavate in casa e irrigazione diurna. Possibili nuove restrizioni nelle prossime settimane

Siccità, Lago di Le Broc, foto d'archivio di Danilo Radaelli

Siccità, Lago di Le Broc, foto d'archivio di Danilo Radaelli

L’estate si apre sotto il segno dell’emergenza idrica nelle Alpi Marittime. La prefettura guidata da Laurent Hottiaux ha disposto le prime misure restrittive sull’uso dell’acqua in 30 comuni del dipartimento, segnando un ulteriore passo nella gestione di una crisi che si trascina da mesi.

Il provvedimento, in vigore dall’11 luglio, arriva dopo un inizio d’anno segnato da temperature anomale e precipitazioni insufficienti. Il quadro delineato dagli esperti è chiaro: la risorsa idrica si sta progressivamente riducendo, mentre i consumi restano elevati.

Divieti e limitazioni: cosa cambia

Sono 25 i comuni classificati in stato di “allerta”, tra cui Cannes, Antibes e Mandelieu-la-Napoule.

Qui scattano misure immediate: vietato lavare l’auto a domicilio e riempire piscine private, mentre l’irrigazione di giardini, orti e spazi verdi è consentita solo nelle ore notturne.

Più stringenti le restrizioni nei cinque comuni in “allerta rafforzata” del bacino della Cagne, tra cui Vence e Cagnes-sur-Mer, dove l’irrigazione è vietata a qualsiasi ora e le docce sulle spiagge vengono chiuse. I campi da golf dovranno ridurre del 60% il consumo d’acqua, limitando le operazioni alle ore notturne.

Le limitazioni riguardano anche agricoltura, industria e attività artigianali, chiamate a contribuire a uno sforzo collettivo per contenere i consumi.



Numeri di una crisi annunciata
I dati raccolti negli ultimi mesi confermano la gravità della situazione. Dallo scorso settembre si registra un deficit di precipitazioni del 15,5%, con punte del 20% in alcune aree. Ancora più allarmante il dato sulle falde: l’81% è sotto i livelli stagionali.

La primavera ha aggravato il quadro, con un aprile quasi senza piogge (-87% rispetto alla media), seguito da un maggio e un giugno anch’essi deficitari.

A questo si aggiungono temperature ben oltre la norma: giugno ha registrato un’anomalia di +2,9°C, dopo un aprile tra i più caldi degli ultimi decenni.

Il risultato è visibile nei corsi d’acqua: portate in calo, tratti in secca sempre più frequenti e un aumento della temperatura dell’acqua che mette a rischio ecosistemi già fragili.

Estate a rischio e nuove misure possibili

Le previsioni non lasciano spazio all’ottimismo. Secondo Météo-France, l’estate sarà più calda della media, con nuove ondate di calore all’orizzonte. Un mix che rischia di accelerare evaporazione e consumo delle riserve.

Per questo la prefettura non esclude un ulteriore giro di vite nelle prossime settimane. Le restrizioni potrebbero essere rafforzate nelle aree già sotto pressione o estese ad altri territori finora solo in “vigilanza”.

Intanto, ai cittadini viene chiesto di adottare comportamenti responsabili: ridurre i consumi domestici, evitare sprechi e contribuire a una gestione più sostenibile dell’acqua.

Perché, avverte l’amministrazione, la crisi non è più un’ipotesi ma una realtà con cui fare i conti ogni giorno.

Beppe Tassone

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