Altre notizie - 20 luglio 2026, 07:00

Nizza accelera sull’elettrico: più colonnine pubbliche dopo l’addio al car sharing Renault

La Métropole Nice Côte d’Azur riconverte 86 punti di ricarica: +20% a Nizza e rete più capillare anche nei comuni limitrofi

Nizza accelera sull’elettrico: più colonnine pubbliche dopo l’addio al car sharing Renault

La svolta è concreta e immediata: più colonnine, meno attese e una rete finalmente più accessibile. La Métropole Nice Côte d’Azur decide di spingere sull’acceleratore della mobilità elettrica e apre al pubblico decine di nuovi punti di ricarica finora riservati al car sharing.

Dal 17 luglio 2026, infatti, gli 86 punti precedentemente dedicati alla flotta elettrica gestita dall’operatore del gruppo Renault (servizio Mobilize Share), attivo dal 2019 e ritirato lo scorso 30 giugno, vengono completamente riconvertiti. Tradotto: diventano colonnine accessibili a tutti gli automobilisti elettrici.

A Nizza l’impatto è tutt’altro che marginale. L’operazione porta a un incremento del 20% dei punti di ricarica disponibili, con circa 80 nuove prese distribuite nei quartieri più trafficati e strategici.

Dalla Promenade des Anglais a Nice Ovest, passando per il porto e il Vieux Nice, fino al centro città, tra il quartiere dei Musiciens, la stazione Thiers e la Gare du Sud, senza dimenticare Nice Nord, attorno al boulevard de Cessole.

Una mappa che si infittisce proprio dove la domanda è più alta, riducendo uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’auto elettrica: la difficoltà di trovare una colonnina libera.

L’espansione non si ferma ai confini cittadini. Nuovi punti di ricarica vengono attivati anche nei comuni vicini: a Villefranche-sur-Mer (due postazioni), a Carros e a Cagnes-sur-Mer, rafforzando un sistema metropolitano sempre più integrato.

I numeri confermano che la direzione è quella giusta. La rete “PrisedeNice” ha registrato oltre 410 mila sessioni di ricarica nel 2025, e il 2026 sta già segnando un’ulteriore crescita.

Un trend che riflette l’aumento costante delle immatricolazioni elettriche in Francia e, più in generale, in Europa, dove le politiche di transizione energetica stanno spingendo sempre più utenti verso soluzioni a basse emissioni.



La scelta della Métropole appare quindi doppia: da un lato riutilizzare infrastrutture già esistenti, evitando sprechi; dall’altro rispondere in modo rapido a una domanda in piena espansione.

In gioco non c’è solo la comodità degli automobilisti, ma una visione più ampia di città sostenibile, meno rumorosa e meno inquinata.

Un passo avanti concreto, in una partita, quella della mobilità elettrica, che si gioca ormai ogni giorno, colonnina dopo colonnina.

Beppe Tassone

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