Sport - 25 luglio 2026, 08:00

Nissa Rugby, il sogno Pro D2 rischia di svanire: escluso dai campionati per i conti in rosso, scatta la corsa contro il tempo

Un buco di circa due milioni di euro mette in ginocchio il club appena promosso. Ricorso già annunciato, mentre il Comune affida il dossier a Jean-Pierre Rivère e rilancia un piano di salvataggio

Nissa Rugby, il sogno Pro D2 rischia di svanire: escluso dai campionati per i conti in rosso, scatta la corsa contro il tempo

Il traguardo conquistato sul campo rischia di trasformarsi in un'amara parentesi.

A poco meno di due mesi dalla storica promozione in Pro D2, il Nissa Rugby è stato escluso dai campionati professionistici organizzati dalla Ligue Nationale de Rugby per insufficienza delle garanzie finanziarie presentate all'Autorità di regolazione (A2R), l'organismo che vigila sui conti dei club francesi.

Una decisione attesa, ma che apre ora una fase decisiva per il futuro della società. Il club ha annunciato immediatamente il ricorso, guadagnando circa due settimane per tentare di ribaltare il verdetto ed evitare un crollo senza precedenti: senza un esito favorevole dell'appello, il Nissa potrebbe essere retrocesso addirittura in Régionale 3, il decimo livello del rugby francese, cancellando di fatto ogni prospettiva professionistica.



I conti non tornano
Alla base della bocciatura ci sarebbe un deficit stimato in circa due milioni di euro rispetto a un budget superiore ai dieci milioni previsto per la stagione del debutto in Pro D2.

Una situazione che il club non è riuscito a sanare nonostante gli ultimi tentativi di trovare nuove coperture finanziarie.

Eppure appena il 31 maggio il Nissa Rugby aveva scritto una delle pagine più importanti della propria storia, conquistando sul campo la promozione grazie alla vittoria nello spareggio contro Mont-de-Marsan.

Un successo che ora rischia di restare soltanto un ricordo, con il club sconfitto che potrebbe essere ripescato al suo posto.

Il ricorso e l'ultima possibilità

La società non intende però arrendersi. Nel comunicato diffuso dopo la decisione dell'A2R, il Nissa Rugby ha confermato la volontà di presentare ricorso, definendolo "l'unico modo per dare una possibilità di sopravvivenza al rugby nizzardo" e costruire, nei prossimi giorni, una soluzione finanziaria stabile.

Il club avverte che una conferma dell'esclusione significherebbe disperdere oltre vent'anni di investimenti, lavoro e sviluppo del movimento rugbistico cittadino.

Il Comune cambia strategia e chiama Rivère

Sul fronte istituzionale arriva intanto una svolta. Il Comune di Nizza ha affidato la gestione della crisi a Jean-Pierre Rivère, già presidente dell'OGC Nice e oggi consigliere speciale del sindaco Eric Ciotti, con l'obiettivo di riaprire il dialogo tra amministrazione, investitori e società.

Rivère, noto per la sua capacità di mediazione, ha preferito non sbilanciarsi: "È ancora troppo presto per esprimersi", limitandosi a confermare che il lavoro sarà portato avanti insieme a tutte le parti coinvolte.

Il club ha accolto positivamente la nomina, dichiarandosi pronto a collaborare e ad assumersi ulteriori impegni economici pur di garantire la continuità del progetto.

Il nodo dello stadio
Tra gli elementi al centro della trattativa c'è anche il progetto infrastrutturale destinato a sostenere il futuro del club. Il Nissa Rugby ha infatti ribadito la disponibilità a contribuire economicamente per compensare la mancata realizzazione, nella prossima stagione, della tribuna hospitality da 1.400 posti, considerata essenziale per incrementare le entrate e raggiungere l'equilibrio di bilancio.

La proposta della Città di Nizza prevede invece la costruzione di una tribuna permanente a partire dal settembre 2027, primo tassello di un più ampio progetto di ampliamento dello stadio che potrebbe arrivare fino a 12.000 posti, subordinatamente ai risultati sportivi della squadra.

La linea del Comune: "Abbiamo fatto la nostra parte"
In una nota ufficiale, il sindaco Eric Ciotti ha definito la decisione dell'A2R "attesa ma non irreversibile", sottolineando che l'amministrazione ha già garantito un sostegno economico straordinario superiore a 3,5 milioni di euro nella stagione appena conclusa e che intende confermare lo stesso livello di aiuti anche per il prossimo campionato, nei limiti consentiti dalla normativa.

L'amministrazione ha però puntato il dito contro la gestione economica del club, giudicando irrealistico il piano finanziario presentato. Sotto osservazione soprattutto l'aumento dell'88% del monte ingaggi dei giocatori, passato da 2 a 3,8 milioni di euro, una crescita ritenuta non sostenibile per una neopromossa.

Il Comune ha inoltre lanciato un messaggio agli attuali investitori: se non riterranno più di poter garantire continuità al progetto, dovranno farsi da parte. Secondo Palazzo Comunale, un potenziale acquirente avrebbe già manifestato interesse per rilevare la società.

Quindici giorni per salvare il rugby nizzardo
Le prossime due settimane saranno decisive. Da una parte il ricorso davanti agli organi federali, dall'altra la ricerca di un'intesa tra amministrazione, soci e possibili nuovi investitori.

Il tempo stringe. E mentre il Nissa Rugby prova a difendere sul tavolo dei conti ciò che aveva conquistato sul campo, il futuro del rugby professionistico a Nizza resta appeso a un equilibrio tanto fragile quanto decisivo.

Beppe Tassone

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