L'inchiesta sulla cosiddetta "vicenda della testa di maiale", che ha sconvolto la campagna per le elezioni comunali di Nizza del 2026, continua ad allargarsi.
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano francese Nice-Matin, gli investigatori stanno cercando di chiarire responsabilità e retroscena di un episodio che, a distanza di mesi, resta ancora ricco di interrogativi.
La sera del 27 febbraio una mezza testa di maiale fu appesa al cancello dell'abitazione dell'allora sindaco Christian Estrosi. Accanto, un volantino con la sua immagine sormontata da una stella di David. Estrosi denunciò immediatamente un atto intimidatorio con possibili connotazioni antisemite.
Al centro dell'inchiesta ci sono oggi due indagati: Amine S., informatico e cyberattivista tunisino, e Sevan B., esperto di comunicazione digitale vicino all'entourage dell'ex sindaco. Nel confronto disposto dai magistrati lo scorso 12 giugno, i due hanno fornito ricostruzioni diametralmente opposte.

Amine S. sostiene che Sevan B. avrebbe ideato l'operazione e coordinato le attività nei giorni precedenti, arrivando persino a parlargli di una "grande idea" 48 ore prima dell'episodio. Sevan B. respinge ogni accusa, pur ammettendo di aver collaborato alla campagna elettorale di Estrosi con strategie digitali "al limite", ma che definisce comunque legali.
Secondo Nice-Matin, l'attività avrebbe incluso la creazione di pagine social non ufficiali, contenuti generati con l'intelligenza artificiale, campagne pubblicitarie online e commenti coordinati per rafforzare l'immagine del candidato e contrastare quella dello sfidante Éric Ciotti. Il budget destinato a queste iniziative sarebbe stato di circa 50 mila euro.
Amine S. afferma inoltre che gli sarebbe stato chiesto di realizzare falsi audio e video generati con l'IA per colpire avversari politici e personaggi pubblici. Anche queste accuse vengono però smentite dall'altro indagato.
L'inchiesta sta cercando di chiarire anche come il cyberattivista e un ex funzionario dei servizi francesi siano riusciti ad avvicinarsi allo staff di Estrosi, proponendosi inizialmente come consulenti informatici dopo aver segnalato alcune vulnerabilità nei sistemi del Comune.
Nel frattempo il nuovo sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento.
In una nota diffusa dopo la pubblicazione dell'inchiesta di Nice-Matin, Ciotti ha definito l'eventuale conferma dei fatti "uno dei più gravi scandali politici della Quinta Repubblica", precisando tuttavia di non voler anticipare le conclusioni della magistratura.
Ha inoltre sostenuto di essere stato bersaglio di una campagna di attacchi particolarmente violenta e ha chiesto che venga fatta piena luce sull'eventuale manipolazione del confronto elettorale.
L'istruttoria è ancora in corso e dovrà stabilire la fondatezza delle accuse, verificare le comunicazioni tra gli indagati e accertare eventuali responsabilità penali.






