È grande quanto un chicco di caffè, ha il corpo verde metallico e riflessi ramati. Ma dietro quell'aspetto quasi elegante si nasconde uno dei parassiti più temuti dalle autorità fitosanitarie europee.
È il Popillia japonica, lo scarabeo giapponese, innocuo per l'uomo ma potenzialmente devastante per piante, coltivazioni e giardini.
L'allarme è scattato nelle Alpes-Maritimes dopo la cattura di sette esemplari. I primi due sono stati individuati a Cannes a giugno, altri cinque a Mougins nelle settimane successive.
La presenza dell'insetto ha fatto scattare una vasta operazione di sorveglianza: sono state installate quasi 150 trappole nelle aree considerate più esposte.
Non è un'invasione, almeno per ora. Ed è proprio questo il punto. L'obiettivo delle autorità francesi è intercettare il coleottero prima che riesca a riprodursi e a creare una popolazione stabile.

Un appetito senza confini
Il Popillia japonica è considerato un organismo di quarantena prioritario dall'Unione europea. Il motivo è il suo appetito.
L'adulto può nutrirsi di oltre 300 specie vegetali, tra alberi da frutto, vite, ortaggi, mais, soia, rose e piante ornamentali. Le larve rappresentano un ulteriore problema: vivono nel terreno e si alimentano delle radici, colpendo anche prati e tappeti erbosi.
Quando gli adulti sono numerosi, il danno è facilmente riconoscibile. Le foglie vengono divorate lasciando intatte le nervature, fino ad assumere l'aspetto di una sorta di pizzo vegetale.
Originario dell'Asia orientale, il coleottero è arrivato in Europa nel 2014, con le prime segnalazioni in Italia, tra Lombardia e Piemonte. Da allora si è diffuso in diverse aree del Nord Italia e in Svizzera. La Francia ha registrato le prime intercettazioni nel 2025. La vicinanza con l'Italia rende quindi la Costa Azzurra particolarmente esposta.
La guerra delle trappole
Le scatole gialle e verdi disseminate sul territorio servono a intercettare gli adulti attraverso specifici attrattivi. I controlli vengono effettuati regolarmente per capire se si tratta di presenze isolate o dell'inizio di un insediamento.
Il vero pericolo, infatti, non è il singolo insetto, ma la possibilità che trovi condizioni favorevoli per riprodursi. Una volta stabilizzato, il suo controllo diventa molto più complesso.
Per questo le autorità invitano cittadini, agricoltori, vivaisti e giardinieri a prestare attenzione. In caso di avvistamento, è importante fotografare l'insetto, annotare con precisione il luogo e segnalarlo ai servizi fitosanitari regionali.
La partita, sulla Costa Azzurra, è ancora tutta da giocare. E per ora la strategia è quella più efficace contro un invasore quasi invisibile: trovarlo prima che diventi una colonia.






