Nizza - 07 settembre 2026, 08:00

Ciotti lancia da Levens il suo laboratorio politico: «Nizza può diventare il modello per la Francia»

Alla rentrée dell’UDR circa 5-6 mila sostenitori. Il sindaco di Nizza rivendica i primi mesi alla guida della città e rilancia l’alleanza con Marine Le Pen in vista della corsa all’Eliseo del 2027. Sul tavolo anche una piattaforma di proposte per «unire le destre»

La rentrée politica di Eric Ciotti a Levens

La rentrée politica di Eric Ciotti a Levens

Il messaggio arriva dalla valle della Vésubie, ma guarda decisamente oltre la Costa Azzurra. Al Grand Pré di Levens, nella tradizionale rentrée politica dell’UDR, Éric Ciotti ha trasformato il bilancio dei suoi primi mesi da sindaco di Nizza in qualcosa di più ambizioso: un manifesto nazionale.

Davanti a una folla stimata dagli organizzatori in circa 6 mila persone, il leader dell’Union des droites pour la République ha presentato la città come una sorta di laboratorio della destra che vorrebbe portare al governo della Francia.

La formula scelta è «la preuve par Nice», la prova attraverso Nizza. Meno spesa pubblica, riduzione della pressione fiscale, razionalizzazione dell’amministrazione: sono questi, secondo Ciotti, i primi ingredienti di un modello esportabile a livello nazionale. Il sindaco rivendica in particolare la riduzione della taxe foncière e una revisione delle spese municipali.

Nei documenti ufficiali del Comune, tuttavia, il quadro finanziario resta più articolato: per il 2026 il bilancio prevede, tra l’altro, una base imponibile della tassa fondiaria in crescita e un gettito atteso di 272,5 milioni di euro.



La nuova amministrazione, insediata dopo le elezioni municipali, ha anche modificato la struttura politica del Comune. Ciotti è oggi ufficialmente sindaco di Nizza, alla guida di un consiglio municipale composto da 69 eletti.

Ma a Levens il vero obiettivo non era il bilancio municipale. Era Parigi. E soprattutto Marine Le Pen.

Ciotti ha infatti proposto alla leader del Rassemblement National un «patto di alleanza» in vista delle presidenziali del 2027. Un'intesa che dovrebbe raccogliere una quindicina di proposte dell’UDR, mantenendo però il progetto presidenziale nelle mani della candidata del RN.

Una scelta che conferma la rottura consumata con la destra tradizionale e il percorso inaugurato da Ciotti già nel 2024, quando decise di avvicinarsi al partito di Marine Le Pen.

Tra le idee rilanciate a Levens c'è una profonda riorganizzazione territoriale, con la fusione di Regioni, Dipartimenti e Metropoli in nuove «province», ma anche una componente di capitalizzazione nel sistema pensionistico, una revisione della fiscalità sulle successioni e donazioni, la fine del ricongiungimento familiare e l'abolizione dello ius soli.



Il calendario, intanto, corre. Il primo appuntamento elettorale sarà quello delle elezioni senatoriali del 27 settembre, quando verranno rinnovati 178 dei 348 seggi del Senato. Un voto indiretto, affidato soprattutto agli eletti locali, nel quale l’UDR punta a conquistare una presenza parlamentare.

Da Levens, dunque, Ciotti non ha semplicemente aperto la stagione politica dell’UDR. Ha provato a spostarne il baricentro: da Nizza alla Francia.

La scommessa è trasformare la gestione della quinta città del Paese in una «prova generale» per il 2027. E fare dell’alleanza con Marine Le Pen non più un’eccezione, ma la nuova normalità della destra francese. 

Beppe Tassone

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU