Business - 11 settembre 2026, 08:00

Cannes, la spiaggia sulla Croisette diventa un lusso

Transat, ristorazione, eventi privati: il litorale più famoso della Costa Azzurra cambia pelle. E per molte famiglie una giornata al mare è ormai diventata una spesa difficile da sostenere

Cannes, la spiaggia sulla Croisette diventa un lusso

C’era un tempo in cui bastavano costume, asciugamano e qualche decina di euro per regalarsi una giornata sulla Croisette. Oggi, per una famiglia, il conto può facilmente trasformare il mare in un piccolo lusso.

È uno dei paradossi di Cannes, città che ha fatto dell’eleganza e dell’ospitalità internazionale il proprio marchio, ma dove una parte della popolazione locale fatica sempre più a riconoscersi nella spiaggia che ha davanti casa.

Sulla Croisette il prezzo di un lettino nelle strutture private parte, secondo le tariffe rilevate, da circa 50 euro, con differenze importanti legate alla posizione e ai servizi. Aggiungendo ombrellone, pranzo e bevande, una giornata per quattro persone può diventare rapidamente una spesa di diverse centinaia di euro.

E così alcune famiglie di Cannes preferiscono spostarsi verso Mandelieu, Golfe-Juan o altre località vicine, dove il rapporto tra prezzo e servizio può risultare più accessibile.


Il fenomeno racconta qualcosa di più di una semplice questione di listini. La Croisette è diventata sempre più una vetrina internazionale, soprattutto durante i grandi appuntamenti che scandiscono il calendario cittadino. Festival del cinema, Cannes Lions, congressi, eventi aziendali e serate private trasformano in alcuni periodi dell’anno le spiagge in estensioni del grande sistema dell’hospitality di lusso.

La stessa amministrazione comunale prevede procedure specifiche per gli eventi organizzati sulle spiagge affidate in concessione. In presenza di una serata privata, il gestore deve indicare il cliente, il numero degli invitati e le misure di sicurezza previste. Per le spiagge della Croisette gli eventi possono inoltre protrarsi, previa autorizzazione, fino alle 2.30.

È qui che si gioca una partita delicata: quella tra il turismo internazionale disposto a spendere e la clientela locale, che cerca semplicemente un posto al sole.

La Città difende comunque l’idea di una Croisette con un posizionamento alto di gamma, mentre il settore balneare del Midi mantiene una vocazione più familiare. Una distinzione che non è soltanto commerciale, ma riflette la progressiva specializzazione dell’offerta turistica.

Ma Cannes non ha rinunciato all’idea di una spiaggia accessibile. Anzi. La risposta più evidente è rappresentata dalla spiaggia municipale Zamenhof, sulla stessa Croisette, gestita direttamente dal Comune. Nel 2026 un lettino costa 9 euro per l’intera giornata, 6,50 euro per mezza giornata, mentre l’ombrellone costa rispettivamente 8 e 4,50 euro. Per i bambini fino a 9 anni l’accesso è gratuito, senza lettino.

Una differenza che, numeri alla mano, dice molto. Una famiglia di quattro persone può trascorrere la giornata a Zamenhof con una spesa per lettini e ombrellone enormemente inferiore rispetto a quella richiesta dalle strutture private più esclusive.

La spiaggia municipale non è però un servizio minimale: è sorvegliata, dispone di docce, cabine e servizi igienici, strutture per l’accessibilità e dodici operatori stagionali al giorno.

C’è poi un altro capitolo, quello dell’accessibilità. A Bijou Plage, alla Pointe Croisette, la Handiplage offre gratuitamente servizi dedicati alle persone con disabilità, con accesso regolamentato e strutture specifiche.

La vera domanda, dunque, non è se Cannes debba diventare una destinazione di lusso. Lo è già, e da tempo. La questione è se, dietro le vetrine degli hotel cinque stelle, degli yacht e delle grandi manifestazioni internazionali, debba continuare a esistere una Croisette capace di essere anche il mare dei suoi abitanti.

Perché il rischio, in fondo, è che il mare resti pubblico, ma l’esperienza della spiaggia diventi sempre più privata. E che, per gli abitanti di Cannes, la Croisette finisca per essere soprattutto un luogo da guardare, più che da vivere. 

Beppe Tassone

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