Danilo Radaelli ha pedalato fino a Peyroules e Andon, località che raccontano una frontiera geografica e culturale dove la storia medievale incontra il turismo della montagna, dai paesaggi del Verdon alla stazione di Thorenc e all’Audibergue.
C’è una Francia della montagna che comincia molto prima delle grandi località turistiche.
È quella dei piccoli villaggi, delle strade che si arrampicano tra boschi e pascoli, delle antiche cappelle e dei territori che per secoli hanno avuto più rapporti con i paesi vicini che con i grandi centri amministrativi. È il caso di Peyroules e Andon, due comuni separati dal confine dipartimentale ma uniti dalla stessa geografia alpina.

Andon
Peyroules si trova nelle Alpes-de-Haute-Provence, a circa 15 chilometri da Castellane, all'interno del territorio del Parco naturale regionale del Verdon.
La sua particolarità è quasi tutta nella struttura stessa del comune: non un unico centro compatto, ma quattro nuclei, Peyroules, La Foux, La Bâtie e Mousteiret, distribuiti tra vallate, altopiani e pareti rocciose. Il territorio si estende per oltre 3.300 ettari e arriva fino ai confini con il Var e le Alpes-Maritimes.
È una geografia che aiuta a capire anche la storia. L'antico Peyroules era un borgo fortificato costruito in posizione dominante, intorno a un castello del quale restano oggi le rovine.
Peyroules
Le prime testimonianze scritte risalgono all'XI secolo, mentre nei secoli successivi il villaggio entrò nell'orbita della baronia di Castellane. A partire dal XVI secolo l'abitato cominciò progressivamente a scendere verso la valle, lasciando sulle alture il vecchio borgo castrale.
Tra le testimonianze più interessanti c'è la chiesa romanica di Saint-Pons, nell'antico villaggio, inserita nel patrimonio storico locale. A La Foux sopravvivono invece una chiesa dedicata a Saint-Jean-Baptiste e una fattoria fortificata con colombaia, mentre La Bâtie conserva una cappella del XVII secolo. Il risultato è una sorta di museo diffuso, nel quale le tracce del passato non sono concentrate in un monumento ma disseminate nel paesaggio.
Il rapporto con la viabilità storica è altrettanto importante. Peyroules si trova infatti lungo l'area della Route Napoléon e rappresenta oggi una delle porte della Haute-Provence verso il territorio delle Alpes-Maritimes.
Anche gli itinerari equestri legati alla Route Napoléon attraversano il comune, confermando una vocazione turistica fondata più sull'esperienza del territorio che sul turismo di massa.

Andon
Poche decine di chilometri più a sud cambia il dipartimento, ma non cambia la montagna. Andon occupa oltre 5.400 ettari e comprende tre realtà ben distinte: il capoluogo, Thorenc e Canaux. A sud si apre il settore dell'Audibergue, mentre il Pas de la Mule, a circa 1.540 metri, separa fisicamente Andon dalla conca di Thorenc.
Ed è proprio Thorenc a raccontare una pagina sorprendente della storia turistica della Costa Azzurra. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quando la Riviera era già diventata meta dell'aristocrazia europea, questa valle divenne una stazione climatica frequentata da una clientela internazionale.
L'aria considerata salubre, l'altitudine e il paesaggio alimentarono una vera industria della villeggiatura: alberghi, ville, ristoranti, casino, ippodromo e strutture sportive trasformarono Thorenc in una sorta di piccola Svizzera sulle montagne alle spalle di Grasse.

Peyroules
La vocazione invernale arrivò poco dopo. All'inizio del Novecento a Thorenc si praticavano già sci di fondo, slittino, pattinaggio e bob. Una storia quasi dimenticata, soprattutto se confrontata con l'immagine contemporanea della Costa Azzurra, associata quasi esclusivamente al mare, alle spiagge e alla Croisette.
Oggi la fortuna di questi luoghi è forse proprio quella di non essere diventati una seconda Courchevel. Peyroules conserva il carattere discreto dei villaggi del Verdon; Andon e Thorenc propongono invece un paesaggio nel quale boschi, montagne e memoria turistica convivono con le attività all'aria aperta.
Anche la Réserve biologique des monts d'azur testimonia questa nuova attenzione alla natura e alla biodiversità.
È questa, in fondo, la storia comune di Peyroules e Andon: due territori di confine che hanno cambiato più volte identità senza perdere la propria. Da un lato i castelli, le strade medievali e la memoria del Verdon; dall'altro le ville della Belle Époque, la vecchia aristocrazia internazionale e la scoperta della montagna come luogo di salute e di vacanza.
Due comuni lontani dalle cartoline della Riviera, ma abbastanza vicini da ricordare che la Costa Azzurra, quando finisce il mare, non finisce affatto. Comincia un'altra storia. Una storia di vallate, boschi e antichi sentieri che dalla Provenza conducono verso le Alpi.

















