Nizza - 14 settembre 2026, 10:00

Bernard Reyboz, quando Nizza diventa materia da reinventare (Foto)

All’Artistique oltre 80 opere raccontano l’universo visionario dell’artista scomparso nel 2012. Dai galets ai misteriosi Tripodi, fino all’ironia sui protagonisti dell’École de Nice

Bernard REYBOZ dans son atelier, Antibes, septembre 2008 © Michel COEN

Bernard REYBOZ dans son atelier, Antibes, septembre 2008 © Michel COEN

Ci sono artisti che costruiscono la propria opera attorno a una tecnica. E poi ci sono quelli che trasformano ogni tecnica in un pretesto per inventare un mondo. Bernard Reyboz apparteneva alla seconda categoria.

La sua opera, difficilmente classificabile, torna ora a Nizza con “Hors Norme”, una mostra che fino al 16 gennaio 2027 porta all’Artistique, Centre d’Arts et de Culture, più di 80 lavori capaci di attraversare scultura, pittura, disegno e illustrazione.

Il titolo non è soltanto una definizione. È quasi una dichiarazione di poetica. Reyboz, scomparso ad Antibes nel 2012, ha sempre lavorato ai margini delle categorie, osservando la realtà per poi deformarla, ricomporla e trasformarla in qualcosa di inatteso.


Galets (Triptyque), 1983-84, acrylique sur toile, 3 x (80 x 80) cm, Collection Ville de Nice / Donation Ferrero © Michel COEN

A Nizza era arrivato nel 1973, dopo gli studi alle Belle Arti di Besançon, per proseguire la formazione agli Arts décoratifs, nell’istituzione che sarebbe diventata la Villa Arson. Fu qui che incontrò un elemento destinato a diventare uno dei segni più riconoscibili della sua ricerca: i ciottoli delle spiagge della Baia degli Angeli.

Da quella materia apparentemente banale nacquero i Galets, ma anche una lunga esplorazione del rapporto tra superficie, forma e percezione.

Prima di scegliere definitivamente l’arte, Reyboz lavorò nell’illustrazione pubblicitaria ed editoriale e realizzò scenografie per il cinema agli studi della Victorine. Negli anni Ottanta il suo lavoro attirò l’attenzione di Jean Ferrero, figura centrale della scena artistica nizzarda.


Reliques du Major John Douglas (Expédition Bornéo 1904), 1994 Bois, Résine, Technique Mixte, 37 x 40 x 26 cm Collection Ville de Nice / Donation Ferrero © Michel COEN

Nel 1991 arrivò la svolta: l’artista decise di dedicarsi esclusivamente alla creazione.

La mostra segue le principali tappe di questo percorso, dai Galets alle Textures, dai Champs de percussion ai Magmas, dai Monolithes ai Tripodes.

Forme che nascono dall'osservazione della natura ma finiscono per assumere un'identità autonoma, quasi appartenessero a una civiltà sconosciuta.


Monolithes, 2005, acrylique sur résine, 107 x 110 x 35 cm Collection Reyboz © Michel COEN 

È soprattutto nei Tripodi che questa vocazione emerge con maggiore evidenza. Comparvero nell’atelier quasi per caso, alla fine degli anni Novanta: una piccola creatura di argilla con tre gambe, un lungo collo e una spirale.

Da quell’esperimento nacque un vero e proprio popolo immaginario, riprodotto in diverse dimensioni e inserito dall’artista in scenografie poetiche e ironiche. Reyboz arrivò persino a costruirne una storia, una cultura e una sorta di archeologia fantastica.

Ma il lato visionario conviveva con quello ironico. Disegnatore brillante e corrosivo, collaborò negli anni Novanta anche con la rivista Fluide glacial. All’Artistique saranno presentati sei raccolte tematiche di disegni umoristici e una ventina di tavole inedite dedicate agli artisti dell’École de Nice.


Galets (Triptyque), 1983-84, acrylique sur toile, 3 x (80 x 80) cm, Collection Ville de Nice / Donation Ferrero © Michel COEN

Tra le opere più singolari figura inoltre “Expédition Bornéo 1904”, realizzata nel 1994 e costruita come una spedizione scientifica immaginaria. Un gioco sofisticato tra realtà e finzione, memoria e trompe-l’œil, nato anche dai ricordi infantili dell’artista davanti alle collezioni naturalistiche.

A completare il percorso saranno 27 opere provenienti dalla Donation Ferrero e numerosi lavori prestati dalla famiglia, in particolare dal figlio Olivier Reyboz.

Più che ricostruire cronologicamente una carriera, “Hors Norme” prova dunque a restituire il carattere di un artista che non smise mai di interrogare la materia.

 Extraction d’un Centre de Gravité (Enquête sur une Réalité) 2003, technique mixte, 30 x 30 x 6 cm,Collection Reyboz © Michel COEN

Il suo mondo sembra partire dal caos, ma dentro quel caos cerca continuamente una forma di armonia. Ed è forse proprio questa la chiave per rileggere oggi Bernard Reyboz: un artista capace di guardare un ciottolo, una siepe, un pezzo di terra o una semplice linea e trovarvi l’inizio di un universo.

L’Artistique, Centre d’Arts et de Culture, Espace Ferrero, 27 boulevard Dubouchage, Nizza. Dall’11 settembre 2026 al 16 gennaio 2027. Dal martedì al sabato, ore 10-18. Ingresso libero. 

Beppe Tassone

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