(Adnkronos) - Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia nel bosco, commenta l'inizio della scuola per i tre bambini, iscritti alle elementari di Vasto dalla tutrice legale contro il volere dei genitori che avrebbero voluto che i figli proseguissero con un percorso di homeschooling. "I bambini Trevallion hanno dimostrato un'enorme capacità di adattamento, sapranno prendere il meglio da questa esperienza - dice all'Adnkronos -. Sullo sfondo rimane una potenziale trappola: incontreranno bambini che inevitabilmente avranno interiorizzato giudizi e pregiudizi dei loro genitori su una vicenda così mediaticamente nota e questi giudizi e pregiudizi potrebbero trasformarsi in forme di bullismo. Ma su questo credo che il monitoraggio, effettuato dagli specialisti della neuropsichiatria infantile, sarà efficace".
"Tutto questo - afferma lo psichiatra - evidenzia l'enorme sproporzione tra le misure adottate, tra cui il prelievo e l’eradicazione dei bambini dalla loro famiglia, rispetto alle criticità evidenziate. Quando i tre bambini sono stati portati via dalla famiglia, due di loro non erano in età scolare e, dunque, l’istruzione non era una criticità. La più grande effettuava un percorso di scuola parentale, ritenuto insufficiente. Tuttavia la scuola parentale è un diritto delle famiglie italiane, sancito dalla legge. A mio giudizio - sottolinea Cantelmi - le istituzioni avrebbero dovuto aiutare questa famiglia a vivere questo diritto nella pienezza, migliorando il percorso di scuola parentale e non devastando l’intero nucleo familiare".
"La buona notizia è che i bambini potranno tornare nei luoghi della loro felicità, rivedere i loro amatissimi animali e riprendere il contatto con la natura vivendo tutto questo nell’intimità della famiglia" aggiunge, commentando l'incontro dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion con i genitori previsto per oggi per la prima volta nella loro casa di Palmoli.. C’è una nota stonata: il fatto che questi incontri, che avvengono proprio nell’intimità della famiglia, debbano essere addirittura sorvegliati, quasi come se Catherine e Nathan fossero genitori abusanti o maltrattanti o delinquenti". "Segnalo tuttavia che questo ricongiungimento a tappe - evidenzia Cantelmi - dovrebbe essere rapido, perché ogni rientro in casa riattiva al momento della successiva separazione il trauma del prelievo. Sono sicuro che l’amore di questi genitori - conclude - riuscirà a compensare il potenziale traumatismo, ma credo che prolungare in modo sconsiderato questa fase possa essere ulteriormente dannoso".





