A Vence il patrimonio non è soltanto quello custodito nei musei o nelle chiese. È anche quello che riaffiora dal sottosuolo, quello raccontato attraverso la fotografia, quello naturale e quello che continua a prendere forma attraverso l’arte contemporanea.
È questa l’idea che accompagnerà le Journées européennes du patrimoine, in programma da venerdì 18 a domenica 20 settembre, con un calendario di appuntamenti gratuiti dedicati alla storia e all’identità della città.
Il punto più atteso sarà l’apertura straordinaria delle aree archeologiche legate alla cattedrale paleocristiana. La scoperta, avvenuta nel 2025 durante gli scavi connessi al progetto delle nuove Halles, ha restituito una cattedrale del V secolo e, successivamente, i resti ben conservati di un battistero collocato all’esterno dell’edificio.
Una scoperta considerata di particolare rilievo per ricostruire la storia religiosa di Vence e, più in generale, dell’area delle Alpi Marittime nei primi secoli del cristianesimo.

La Chapelle du Rosaire di Vence, progettata e decorata da Henri Matisse. Foto: Matthias Holländer/Wikimedia Commons, pubblico dominio
Il programma entrerà nel vivo venerdì 18 settembre alle 18.30, al Cinéma Casino, con la conferenza dedicata alla restituzione della cattedrale paleocristiana. A raccontare il lavoro saranno gli archeologi del Service d’Archéologie Nice Côte d’Azur insieme a Jean Claude Golvin, architetto, archeologo ed ex direttore di ricerca del Cnrs, noto per le sue ricostruzioni grafiche dei monumenti antichi. Sabato 19, alle 11.30, sarà invece possibile visitare direttamente gli scavi accompagnati dagli archeologi.
Il rapporto tra Vence e l’arte del Novecento sarà un altro dei fili conduttori del fine settimana. Sabato alle 14, a Villa Le Rêve, una conferenza metterà a confronto Henri Matisse e Henri Cartier Bresson, due artisti che hanno guardato alla luce di Vence attraverso linguaggi differenti. Matisse soggiornò nella città tra il 1943 e il 1949, periodo decisivo per la sua ricerca artistica.
Domenica pomeriggio sarà quindi la volta della Chapelle du Rosaire, il capolavoro progettato e realizzato da Matisse per le religiose domenicane. Inaugurata nel 1951, la cappella rappresenta l’ultima grande opera dell’artista e un progetto nel quale architettura, vetrate, ceramiche, arredi e luce formano un’unica composizione. L’apertura straordinaria è prevista dalle 14 alle 17.
Accanto ai grandi nomi, Vence propone un patrimonio più discreto ma altrettanto significativo. Sono previste visite alle cappelle cittadine, itinerari al Musée de Vence, una conferenza dedicata al romanzo provenzale Lou Moulin de la Lubiano, una passeggiata patrimoniale al Plan des Noves e un incontro sul patrimonio archeologico in pericolo.

La cattedrale della Nativité-de-Marie a Vence. Foto: Dchauvinfr/Wikimedia Commons, CC BY 1.0.
A completare il programma sarà L’Art en Place, che il 19 e 20 settembre trasformerà Place du Grand Jardin in una galleria a cielo aperto. La ventunesima edizione riunirà 54 artisti tra pittori, scultori, incisori e fotografi, con una apertura serale fino alle 21 sabato.
Non mancheranno infine esperienze più insolite: la passeggiata artistica Vence dessinée, racconti del Moyen Pays, una micro conferenza dedicata alla rappresentazione dell’acqua nella storia dell’arte e Dolphin Man, esperienza immersiva in realtà virtuale a 360 gradi dedicata al mondo dei delfini e dei capodogli.
Tre giorni, dunque, nei quali Vence prova a raccontarsi senza separare passato e presente. Dalla cattedrale sepolta per secoli alle immagini di Matisse, dalle tracce dell’antica città alla creatività contemporanea, il patrimonio diventa una storia ancora in movimento.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria per alcune attività. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Informazioni Turistiche di Vence, 04 93 58 06 38.







