STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) - La Commissione europea ha adottato l'EU KIDS Act per migliorare la sicurezza online dei bambini in tutta l'Unione.La proposta vieta alle piattaforme di social media di consentire l'accesso ai minori di 13 anni e stabilisce un'età minima a livello UE (15 anni) per l'apertura di un account personale, garantendo così un approccio graduale. Il KIDS Act inverte inoltre l'onere della prova: d'ora in poi, i fornitori di servizi dovranno dimostrare che i loro servizi sono sicuri fin dalla progettazione "safe by design") e adeguati all'età."Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono state concepite pensando al loro benessere. Il nostro KIDS Act inverte l'onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione. Inoltre, restituiamo ai genitori un ruolo centrale, fornendo loro gli strumenti per aiutare i figli a muoversi in un mondo online più sicuro", ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen."Va detto chiaramente: fissare un limite di età non esonera le aziende tecnologiche dalle responsabilità relative ai contenuti presenti sulle loro piattaforme. Finora, queste piattaforme hanno agito con negligenza riguardo alla salute mentale dei nostri figli. Ora stiamo invertendo l'onere della prova: spetta a loro dimostrare di essere sicure. Pertanto, per ogni utente di età inferiore ai 18 anni, le piattaforme dovranno attenersi al principio della sicurezza fin dalla progettazione", ha sottolineato von der Leyen."Non spetta alle grandi aziende tecnologiche decidere come i nostri figli trascorrono le loro giornate. Vogliamo sostenere i genitori e i tutori, senza però far ricadere tutta la responsabilità su di loro", ha sottolineato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia."La sicurezza online non implica la rinuncia ad altri diritti: l'accesso a informazioni adatte all'età, la privacy, la partecipazione e la libertà di espressione rimangono garantiti, per impostazione predefinita e fin dalla progettazione - ha aggiunto -. Porteremo avanti questa proposta insieme agli Stati membri, al settore industriale, alla società civile, ai ricercatori e, naturalmente, ai bambini e ai giovani stessi. Con il KIDS Act, vogliamo restituire ai genitori il loro ruolo educativo. E ai bambini, la loro infanzia".La proposta dell'EU KIDS Act si articola su quattro pilastri:1. Differimento dell'accesso ai social mediaL'EU KIDS Act propone che i bambini possano creare account autonomi sui social media solo a partire dai 15 anni di età.Per i minori di età compresa tra i 13 e i 15 anni, la proposta prevede il controllo parentale, consentendo ai tutori di creare "mini-account" accessibili tramite l'account del tutore stesso. Ciò permetterebbe loro di accedere a social media e piattaforme di condivisione video adeguati alla loro età. Inoltre, i servizi disponibili tramite i mini-account devono essere progettati includendo misure di tutela, come la limitazione dei contatti sociali e del tempo trascorso davanti allo schermo (massimo un'ora al giorno), riconoscendo così il ruolo dei tutori nel sostenere uno sviluppo autonomo e sicuro dei figli online.I bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni non possono accedere ai social media, ma possono utilizzare servizi di condivisione video appositamente concepiti per loro, tramite account gestiti dal tutore. A tal fine, le piattaforme devono offrire a genitori o tutori uno strumento di facile utilizzo per limitare l'uso del dispositivo dell'adulto ai soli servizi adatti ai bambini - quando il dispositivo viene affidato a loro - e per limitare l'esposizione del minore a un massimo di un'ora al giorno.2. Sicurezza fin dalla progettazione (Safety-by-design)L'EU KIDS Act impone una serie di obblighi a tutti i servizi online che offrono social media, condivisione di video, videogiochi online, compagni basati sull'IA e chatbot a utenti di età inferiore ai 18 anni.Tra questi figurano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinano i minori in "spirali" (o "rabbit holes") di contenuti dannosi. E' inoltre vietato lo scorrimento infinito "infinite scroll") privo di punti di interruzione, l'uso di meccanismi di ricompensa ingannevoli, l'invio di notifiche push durante le ore notturne e il contatto non richiesto da parte di estranei. Inoltre, i compagni basati sull'IA e i chatbot devono essere disattivati per impostazione predefinita e non possono simulare relazioni interpersonali in modo da creare dipendenza emotiva.I profili dei minori devono essere privati per impostazione predefinita, con la geolocalizzazione e l'accesso a fotocamera e microfono disattivati. I servizi online devono inoltre offrire ai minori strumenti semplici per bloccare e silenziare altri utenti, strumenti efficaci per la gestione del tempo e sistemi di raccomandazione sicuri che i minori possano controllare, regolare e ripristinare.3. Verifica dell'età nel rispetto della privacyAi sensi dell'EU KIDS Act, i servizi online e gli app store devono utilizzare strumenti di verifica dell'età. Possono, ad esempio, avvalersi dell'app dell'UE per la verifica dell'età, la quale non conserva documenti d'identità nè dati biometrici, garantendo così i più elevati standard di tutela della privacy. Gli Stati membri saranno strettamente coinvolti nella creazione di questo ecosistema.Inoltre, i fornitori di servizi di social media e di piattaforme di condivisione video saranno tenuti a effettuare la verifica dell'età al momento dell'apertura di un nuovo account da parte dell'utente.Per quanto riguarda gli account esistenti, i fornitori dovranno stimare l'età dell'utente basandosi su indicatori ragionevoli (ad esempio, la data di creazione dell'account o i dati della carta di credito).4. Efficace applicazione delle normeLa proposta inverte l'onere della prova, imponendo ai fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi l'obbligo di dimostrare che i loro servizi sono "sicuri sin dalla progettazione" "safe by design"). Le piattaforme saranno tenute a presentare un piano di conformità alla Commissione e a un revisore indipendente, incaricato di valutare approfonditamente il nuovo servizio, la nuova caratteristica o la nuova funzionalità. La Commissione potrà richiedere al fornitore di proporre misure correttive qualora, sulla base della relazione del revisore, ritenga che il piano di conformità presenti delle carenze.Il quadro di applicazione si fonda sulle strutture già esistenti nell'ambito del regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act) e del regolamento sull'intelligenza artificiale (Artificial Intelligence Act), avvalendosi di meccanismi consolidati e competenze già acquisite. La proposta introduce procedure di applicazione accelerate nei confronti dei fornitori in caso di mancata conformità all'EU KIDS Act, prevedendo che la Commissione concluda le indagini entro 90 giorni.La proposta legislativa è stata trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio, per avviare l'iter legislativo per il loro esame e la loro adozione. "Data la chiara richiesta di un intervento urgente e globale a livello dell'Unione, è fondamentale che l'atto venga adottato rapidamente", sottolinea la Commissione.- Foto sat/Italpress -(ITALPRESS).





