Nizza - 18 settembre 2026, 19:00

Olimpiadi 2030, il ghiaccio scivola da Nizza a Lione: quanto perde la Costa Azzurra

Il CIO chiude definitivamente il dossier: le gare sul ghiaccio traslocano a Lione. Per Nizza sfuma una parte consistente dell’operazione olimpica, compreso un possibile tesoretto dalla biglietteria. Ma il trasferimento fa anche risparmiare circa 100 milioni di euro di infrastrutture

Olimpiadi 2030, il ghiaccio scivola da Nizza a Lione: quanto perde la Costa Azzurra

Alla fine il ghiaccio si è sciolto a Nizza ed è ricomparso a Lione. Il 16 settembre il CIO ha confermato la nuova geografia delle Olimpiadi invernali delle Alpi francesi 2030: nell’area lionese si concentreranno hockey su ghiaccio, curling, pattinaggio artistico e short track.

La decisione chiude definitivamente il capitolo aperto dalla rinuncia di Nizza, dopo il rifiuto del sindaco Éric Ciotti di mettere l’Allianz Riviera a disposizione per l’installazione temporanea delle piste.

Non è soltanto una questione sportiva. Dietro lo spostamento c’è una partita economica di dimensioni tutt’altro che marginali.

Secondo le proiezioni contenute nel rapporto dell’Inspection générale, quando il progetto era ancora concentrato su Nizza, circa il 60% degli incassi complessivi dei Giochi avrebbe dovuto arrivare dagli eventi organizzati nella città, comprese le cerimonie.

E il solo hockey maschile e femminile valeva circa 75,3 milioni di euro di biglietteria, pari al 31% delle entrate nazionali previste e al 56% di quelle attribuite al polo nizzardo.

È questo il punto più curioso della vicenda: Nizza perde una delle componenti economicamente più pesanti dei Giochi, ma contemporaneamente evita una parte consistente degli investimenti necessari.

Il progetto prevedeva infatti la realizzazione del nuovo complesso sportivo COOL, valutato 186 milioni di euro, oltre agli interventi sull’Allianz Riviera. Soltanto l'adeguamento dello stadio era stato stimato dall’Inspection générale des finances intorno agli 80 milioni.

Lione, al contrario, può giocare una partita diversa: utilizzare strutture già esistenti. L’hockey sarà diviso tra la LDLC Arena di Décines-Charpieu e la Halle Tony Garnier, mentre Eurexpo, a Chassieu, ospiterà curling, pattinaggio artistico e short track, oltre al principale centro media. Anche le competizioni paralimpiche di para-hockey e curling in carrozzina troveranno spazio a Eurexpo.

È una trasformazione che ridisegna anche il peso territoriale dei Giochi. La candidatura era nata con una forte presenza della Costa Azzurra, ma il nuovo schema rafforza considerevolmente Lione e l’Alvernia-Rodano-Alpi.

Le gare sulla neve resteranno invece concentrate nelle località alpine, da Courchevel a Val d’Isère e dalle stazioni della Savoia e dell’Alta Savoia fino a Serre-Chevalier e Montgenèvre.

Per Nizza resta dunque una domanda difficile da aggirare: quanto vale, economicamente, un’Olimpiade che non arriva? La città avrebbe potuto contare su spettatori, turisti, esposizione internazionale e consumi collegati agli eventi. Ma avrebbe dovuto sostenere anche infrastrutture molto costose e trasformazioni temporanee dello stadio.

Lione ha ottenuto il ghiaccio. Nizza, invece, ha evitato parte della spesa. Il vero bilancio dei Giochi, per la Costa Azzurra, si giocherà ora sulla differenza tra ciò che non incasserà e ciò che non dovrà più spendere.

Beppe Tassone

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