Nizza - 21 settembre 2026, 07:00

Il vino che non va in cantina: a Saint-Jeannet lo fanno maturare sotto il sole

Dame-jeanne, caldo, luce e tempo. Sulle colline della Costa Azzurra la famiglia Rasse recupera un metodo antico e controcorrente: il «vin tuilé», una pratica che trasforma il clima mediterraneo in uno strumento di vinificazione

Saint Jeannet, Dame Jeanne - Vignoble Rasse

Saint Jeannet, Dame Jeanne - Vignoble Rasse

A Saint-Jeannet c'è un posto dove, per una volta, il sole non è il nemico del vino. È parte della ricetta.

Ai piedi del Baou, a pochi chilometri da Nizza e a circa 400 metri di altitudine, la famiglia Rasse continua a produrre un vino secondo una pratica che sembra andare contro ogni regola della moderna enologia: dopo la vinificazione, alcune Dame-Jeanne, le grandi bottiglie di vetro dalla caratteristica forma panciuta, vengono lasciate all'aperto, esposte al sole e alle variazioni di temperatura.

È il vin tuilé, una delle produzioni più particolari legate alla tradizione vitivinicola di Saint-Jeannet. Lo stesso Vignoble Rasse lo definisce un vino «elevato in Dame-Jeanne al sole», contrapponendolo alle altre proprie cuvée, più vicine ai tradizionali sistemi di affinamento.

Il nome della tecnica racconta già molto. Le Dame-Jeanne venivano collocate sui tetti, accanto alle tegole, da cui il termine tuilé. Non era soltanto un modo empirico di conservare il vino: l'esposizione al calore e alla luce diventava una fase deliberata del processo di maturazione.



La cantina? Questa volta è il cielo
Il principio appare quasi paradossale. Normalmente il vino viene protetto dalla luce e dalle temperature elevate. Qui avviene l'opposto. Il vetro lascia passare la luce, mentre il liquido subisce l'alternanza fra il caldo del giorno e le temperature più fresche della notte.

È proprio questa apparente «follia» a interessare la famiglia Rasse. L'esposizione prolungata modifica il profilo del vino, favorendo un'evoluzione aromatica più ossidativa. Il risultato non cerca la freschezza di un vino giovane: porta verso profumi di frutta secca, spezie e sensazioni più evolute.

Non è quindi semplicemente un vino «lasciato al sole». È un metodo di affinamento nel quale il clima entra direttamente nella bottiglia.

La scelta della famiglia Rasse acquista un significato particolare proprio a Saint-Jeannet. Il vigneto, situato fra Mediterraneo e Prealpi, è ai piedi del Baou e guarda verso il mare. Secondo l'azienda, la viticoltura locale ha radici che risalgono all'epoca romana e la famiglia ha mantenuto questa tradizione attraverso le generazioni.



Duemila anni di storia, una tecnica fuori dal tempo
L'uso del sole per modificare e conservare il vino non nasce oggi. Nell'antichità mediterranea il calore veniva già utilizzato per ottenere vini più concentrati ed evoluti. Nel corso dei secoli, pratiche analoghe sono sopravvissute in diverse aree viticole.

A Saint-Jeannet questa memoria è diventata una scelta produttiva contemporanea.

Il vigneto Rasse coltiva oggi diverse varietà e considera il Tuilé una delle espressioni della propria identità. Nel catalogo dell'azienda compaiono un Tuilé rosso, un Tuilé rosé e anche un Tuilé generoso, ottenuto da Rolle e Muscat d'Alexandrie.

La produzione resta volutamente limitata. Non è un vino pensato per sostituire i metodi tradizionali, ma per conservare una memoria agricola e trasformarla in qualcosa di contemporaneo.

Ed è forse questo l'aspetto più interessante della storia di Saint-Jeannet. Mentre l'enologia moderna dispone di strumenti sempre più sofisticati per controllare temperature, ossigeno e stabilità, qui una parte del lavoro viene ancora affidata a elementi che non possono essere programmati fino in fondo: il sole, il clima, il tempo.

Le grandi Dame-Jeanne diventano così una sorta di laboratorio trasparente. Il vino resta lì, sotto il cielo della Provenza, mentre lentamente cambia.

Una tecnica antica, apparentemente irrazionale. Ma proprio per questo, oggi, sorprendentemente contemporanea.

Beppe Tassone

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU