Dagli abissi del Mediterraneo alle vette del Mercantour, passando per gli ambienti naturali che caratterizzano la Costa Azzurra.
Il Museo di storia naturale di Nizza riapre al pubblico dopo circa diciotto mesi di lavori, con un allestimento rinnovato che punta a trasformare le collezioni scientifiche in un viaggio attraverso la ricchezza e la fragilità degli ecosistemi locali.
Fondato nel 1846, il museo è il più antico della città e conserva un patrimonio di oltre un milione di reperti. Una raccolta che attraversa la storia naturale e documenta la straordinaria varietà di specie e ambienti del territorio.
La riapertura, appena avvenuta, segna una nuova tappa per un'istituzione che non vuole limitarsi a esporre animali, minerali e testimonianze del mondo naturale, ma ambisce a raccontare le relazioni tra gli organismi viventi e gli ambienti in cui si sviluppano.
Il filo conduttore del nuovo percorso è sintetizzato nel tema «Dagli abissi alle vette»: un itinerario che mette in relazione il mare e la montagna, mostrando la varietà degli habitat che convivono nel territorio delle Alpi Marittime.
Il progetto espositivo si articola in tredici ecosistemi, con l'obiettivo di rendere più immediata la comprensione della biodiversità. A firmare la scenografia è Didier Jeantrain, chiamato a ripensare la presentazione delle collezioni e il rapporto tra reperti, spazi e visitatori.
Gli interventi hanno interessato anche l'accoglienza e la fruibilità degli ambienti, con spazi riorganizzati per la divulgazione scientifica e le attività didattiche e soluzioni rivolte a migliorare l'accessibilità per le persone con mobilità ridotta. La riqualificazione ha comportato un investimento complessivo indicato dal Comune in 1.140.798 euro.
La sfida, adesso, è riportare il museo al centro della vita culturale cittadina, coinvolgendo non soltanto gli appassionati di scienze naturali, ma anche famiglie, studenti e visitatori interessati a conoscere più da vicino il territorio.
In una fase in cui la tutela degli ambienti naturali e gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più centrali nel dibattito pubblico, le collezioni possono diventare anche uno strumento per comprendere le trasformazioni in corso.
La riapertura non restituisce dunque soltanto alla città uno spazio museale rinnovato. Propone un modo diverso di leggere il patrimonio naturale della Costa Azzurra: un sistema di ambienti strettamente collegati, la cui ricchezza rappresenta una risorsa da conoscere e proteggere.






