Nizza - 19 ottobre 2026, 10:00

Tutti in scena: la Belle Époque torna a brillare al Museo Cheret di Nizza (Foto)

Tra carnevali, feste in maschera, musica e degustazioni, il Musée des Beaux-Arts propone, fino al 4 aprile 2027, un percorso immersivo nella Nizza cosmopolita e festosa tra il 1871 e il 1914. Le fotografie sono di Silvia Assin

Les fastes de la Belle Époque, mostra al Musée des Beaux-Arts Jules Chéret. Fotografie di Silvia Assin

Les fastes de la Belle Époque, mostra al Musée des Beaux-Arts Jules Chéret. Fotografie di Silvia Assin

Il Musée des Beaux-Arts Jules-Chéret ci invita ad assaporare il Carnevale, le feste in maschera e i fasti della Belle Époque, proprio nel luogo in cui risuonano ancora, idealmente, le spensierate e frizzanti musiche dell’antica Villa des Baumettes.

Nell’atrio del museo, una farandola di allegri e alticci convitati mascherati, disegnati su un pannello, ci invita a unirci a loro, al ritmo di una musica sfrenata. Siamo tutti invitati a immergerci nella Belle Époque, il periodo compreso tra il 1871 e il 1914, chiamato così solo in seguito, con un pizzico di nostalgia.

Il Carnevale e le feste in maschera, tanto di moda nella Nizza cosmopolita e sfarzosa di quegli anni, erano il momento in cui le distanze sociali sembravano annullarsi. Il pannello riproduce due disegni a china dell’artista Marie Bashkirtseff, intitolati Carnaval de Nice. Come le altre quaranta opere, tra tele e sculture, fanno parte della collezione del museo.



È una mostra davvero immersiva e interattiva quella immaginata dalla curatrice e dalla sua assistente, che ci accolgono per accompagnarci nella visita e presentare gli eventi in programma tra ottobre e novembre.

La prima opera in scena è un brillante pastello di Jules Chéret, molto emblematico, con una Colombina che avanza quasi volando, in un movimento flou. Sullo sfondo compaiono altre maschere della Commedia dell’arte: Pulcinella e Arlecchino. Su di loro si proiettano, dal basso, le luci della ribalta.

La rivoluzionaria invenzione dell’elettricità alimentava la nascita della vita notturna, le affiches diventavano a colori, si diffondevano i primi treni elettrici e si moltiplicavano le esperienze di volo. Sulla tela, luce e movimento si traducono in tracce fluorescenti di pigmenti.



Ma non è tutto oro quello che luccica. Sullo sfondo si distinguono colori cupi, una luna oscurata e la figura inquieta di Pulcinella.

Accanto a questo brillante pastello d’apertura si può cominciare ad ascoltare la musica, per un effetto di immersione totale. Operette molto ballabili e atmosfere festose di Offenbach, tra valzer, barcarole e can-can, fino alle note di Belle nuit, ô nuit d’amour.

Ma anche arie d’opera di Puccini, grande frequentatore della Riviera, tratte da Tosca e La Bohème, con la mitica voce di Caruso, che cantò all’Opéra di Nizza e le cui prime registrazioni discografiche appartengono proprio a quell’epoca.



Proseguendo nella visita, si può ascoltare la voce di una soprano oggi dimenticata, Emma Calvé, che ritroviamo in un imponente ritratto in abito rosso, testimonianza anche della nascita delle prime manifatture tessili e dell’evoluzione della moda, oltre che nell’affiche del museo.

Interpretò più di mille volte la Carmen di Bizet. Si esibì anche nella Villa des Baumettes, all’epoca luogo di ritrovo della vita mondana e oggi sede del museo.

Durante la visita si possono ascoltare anche brani letterari dedicati all’alta società, alla moda e ai salotti, con Proust, ai caffè-concerto e alla vita notturna, attraverso Bel-Ami di Maupassant, oltre ad appetitosi pettegolezzi tratti dai diari degli artisti.



Tra i numerosi ritratti che consegnano alla memoria queste protagoniste della Belle Époque c’è anche quello di un’altra celebre soprano, Lina Cavalieri, considerata allora una delle donne più belle del mondo. Dimenticata per lungo tempo, è riapparsa ai nostri giorni nelle infinite variazioni dei piatti di design firmati Fornasetti, con il suo volto e il celebre sguardo ammiccante.

E, parlando di piatti, per assaporare ancora meglio la Belle Époque sono previste visite itineranti nel museo accompagnate da cinque degustazioni, ispirate ai cinque temi della mostra.

Ogni bouchée prende spunto dai colori e dalle texture di un’opera, da osservare e gustare contemporaneamente. Non si tratta delle celebri creazioni d’epoca di Escoffier, come la Pêche Melba o la Poire Belle-Hélène, ma delle proposte contemporanee di un giovane chef toscano del vicino ristorante L’Ardoise: piccoli assaggi per immergersi nell’arte di un secolo vicino, eppure ormai così lontano.



Ecco i prossimi appuntamenti annunciati: ogni sabato, con prenotazione obbligatoria, sono previste visite guidate dalle 11 alle 12 in francese e dalle 15 alle 16 in inglese.

Per le visite con degustazione, la prossima è annunciata per il 25 novembre, con prenotazione obbligatoria sul sito del Musée Jules-Chéret.

Il prossimo appuntamento con visita e atelier per bambini è invece previsto per il 21 ottobre: i piccoli dovranno essere accompagnati da un familiare e la prenotazione è obbligatoria. La mostra potrà essere visitata fino al 4 aprile 2027.

Silvia Assin

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