Eventi - 04 novembre 2026, 10:00

Claude Picasso, oltre il cognome: ad Antibes emerge il fotografo

Ritratti, moda e visioni surrealiste: al Musée Picasso una mostra svela per la prima volta uno sguardo originale sul Novecento, tra l'esperienza newyorkese con Richard Avedon e la poesia della vita quotidiana

Il Musée Picasso ospita Claude Picasso, Une vie en marges

Il Musée Picasso ospita Claude Picasso, Une vie en marges

Ci sono storie d'arte che restano a lungo all'ombra di un cognome celebre. Quella di Claude Picasso, figlio di Pablo Picasso e della pittrice Françoise Gilot, è una di queste.

Eppure, prima di dedicarsi alla gestione dell'eredità paterna, Claude aveva costruito un proprio percorso professionale attraverso la fotografia, esplorando il mondo della moda, il ritratto e la sperimentazione visiva. Ad Antibes, città legata alle origini della sua storia familiare, una mostra invita ora a riscoprirne il talento.

Dall'11 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, il Musée Picasso ospita Claude Picasso, Une vie en marges.

Per la prima volta, una selezione dei suoi scatti viene presentata al pubblico in un'esposizione accompagnata da un libro. Ritratti di artisti e passanti anonimi, composizioni surrealiste, servizi per riviste di moda e paesaggi di viaggio raccontano un autore capace di osservare la realtà senza rinunciare alla fantasia.



Da Antibes a New York, sulle tracce di Avedon

Claude nacque nell'aprile del 1947, dopo i soggiorni di lavoro dei genitori al castello Grimaldi di Antibes, oggi sede del museo. Cresciuto in un ambiente dominato dalla creatività, scelse tuttavia un linguaggio diverso dalla pittura: la fotografia.

Nel 1967 si trasferì a New York su invito di Richard Avedon, maestro del ritratto e protagonista della fotografia di moda, diventandone assistente. Pochi mesi dopo aprì un proprio studio a Manhattan e avviò una carriera professionale in un momento di grande fermento culturale.

Un episodio rivela quanto fosse già inserito nel mondo dell'arte contemporanea: nel 1969 fotografò gli allestimenti di Spaces, una mostra sperimentale al Museum of Modern Art di New York, con interventi di artisti come Dan Flavin e Robert Morris. Le sue immagini contribuirono a documentare un'esperienza che metteva in discussione i confini tradizionali dello spazio espositivo.



La poesia nascosta nella realtà

I lavori esposti ad Antibes attraversano generi differenti. Nei ritratti emerge l'attenzione per i volti, celebri o sconosciuti; nella fotografia di moda, il gusto per la composizione e la costruzione dell'immagine; nelle sperimentazioni surrealiste, la ricerca di associazioni inattese. I paesaggi restituiscono invece la curiosità di un viaggiatore sensibile ai dettagli e alle atmosfere.

Il filo conduttore è uno sguardo personale, capace di trasformare la registrazione del quotidiano in racconto visivo. Non soltanto documentare ciò che si ha davanti, dunque, ma coglierne la dimensione poetica.

Il titolo, Una vita ai margini, suggerisce una posizione particolare rispetto alla grande narrazione familiare. Non un giudizio sul valore dell'opera, ma l'occasione per scoprire un percorso rimasto meno conosciuto anche perché Claude, dal 1989 al 2023, si occupò della gestione dell'eredità artistica del padre.

Un'altra prospettiva sulla storia dei Picasso
La scelta del Musée Picasso aggiunge alla mostra un significato speciale. Proprio nel castello Grimaldi, nel 1946, Pablo Picasso aveva lavorato intensamente, lasciando un'impronta decisiva nella storia culturale di Antibes.

Accogliere oggi le fotografie del figlio significa ampliare quella memoria, mettendo a confronto non tanto due artisti quanto due differenti modi di guardare il mondo.

L'esposizione non è soltanto una curiosità biografica: è l'occasione per incontrare un fotografo che ha attraversato la cultura visiva del Novecento con sensibilità e autonomia. Una vita forse ai margini del mito paterno, ma non della storia dell'arte.

 

Beppe Tassone

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU